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Scomparso HIV da paziente grazie a trapianto di staminali CorriereUniv.it – Corriere dell'Università Job

A dodici anni di distanza dal primo – e fino a oggi – unico caso, un uomo è stato liberato dal virus HIV con un trapianto di cellule staminali. Il paziente era risultato sieropositivo dal 2003 e nel 2012 aveva iniziato una terapia antiretrovirale, quando gli era stato diagnosticato anche un linfoma di Hodgkin in stato avanzato. Per questo motivo, 35 mesi fa era stato sottoposto ad un trapianto di cellule staminali provenienti da un donatore compatibile e selezionato e caratterizzate da una mutazione che le rendeva immuni al virus dell’HIV, salvo poi sospendere la terapia dopo 18 mesi dall’intervento. L’ultima terapia è stata portata avanti da un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra e delle Università di Cambridge e Oxford. Lo studio è stato già presentato alla Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections di Seattle e sarà pubblicato prossimamente sulla rivista Nature, ma i medici raccomandano massima prudenza sottolineando che non si tratta ancora di una vera e propria cura data la pericolosità e i fallimenti registrati su altri pazienti, senza considerare l’aggressività del trattamento che può portare alla manifestazione di diversi effetti collaterali. Al giorno d’oggi il trapianto di cellule staminali emopoietiche è una delle terapie più utili per combattere tumori del sangue come leucemia, mieloidi o linfoidi, ma anche malattie ereditarie come la talassemia major. Consiste nella sostituzione del midollo osseo mal funzionante con cellule staminali sane dello stesso paziente o di un donatore sano con caratteristiche genetiche molto simili a quelle del ricevente. Nel caso del virus HIV, esistono alcuni soggetti portatori di una particolare mutazione genetica che blocca l’espressione di un recettore dell’HIV, la proteina CCR5.

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