Scuola, ora tocca ai nostri figli. Il vaccino under 12 e le esperienze all'estero

Il 16 dicembre arrivano le dosi per i vaccini dei bambini-adolescenti tra i 5 e gli 11 anni. E l'Italia, alla vigilia di Natale, parte con una nuova campagna di immunizzazione che riguarda da vicino le nostre scuole. Vi raccontiamo come si farà, quali sono le indicazioni che già arrivano dall'estero e perché i genitori italiani chiedono di non essere lasciati soli. Bentornati lettori e lettrici di "Dietro la lavagna", la newsletter sulla scuola italiana e sul rapporto della scuola ormai lungo due anni con il coronavirus di origine cinese. Molte delle nostre edizioni del venerdì le abbiamo dedicate alla "questione" - il virus -, ma per chi chiede altro, chiede letture di scuola, ecco altre due "belle lezioni", da voi raccontate. E' il nostro format di successo e vi chiediamo di alimentarlo scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Quindi, vi offriamo un report sui disabili e la Didattica a distanza - un quarto degli studenti con handicap semplicemente non l'ha fatta durante il lockdown - e l'incredibile storia della maestra di Pavia assunta all'inizio di quest'anno scolastico, all'età di 69 anni, e licenziata dopo ventun giorni.     Buona lettura. Se volete abbonarvi alla newsletter, o segnalarla a un amico o a un'amica, un collega, a tuo figlio o a tua figlia, questo è il link necessario. Se vuoi scriverci, c’è sempre Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .   IN PRIMO PIANO Il Pfizer ai bambini: il piano da 1,5 milioni di dosi I vaccini ai bambini per tutelare la loro salute e salvare la scuola in presenza. E' alla materna e alla primaria, ma anche alle medie, dove gli alunni sono vaccinati solo dai 12 anni in su (in percentuali ridotte) che corrono i contagi. Ecco, dunque, il piano per la fascia di età 5-11 anni, dopo il "sì" arrivato dall'Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco. La Struttura commissariale del generale Francesco Figliuolo ha programmato la distribuzione a dicembre di 1,5 milioni di dosi pediatriche di vaccino mRna-Pfizer (un terzo rispetto alla dose per adulti). Si tratta di una prima tranche di sieri che sarà poi integrata a gennaio e saranno rese disponibili a partire dal 15 dicembre, in modo che tutte le strutture vaccinali delle Regioni e Province autonome saranno in grado di procedere alla vaccinazione dei bambini a partire dal 16. Nel Lazio e in Emilia-Romagna già dal 13 sarà possibile prenotare il siero per i bambini. La Lombardia si sta attrezzando per gli under 12 con linee guida dedicate negli hub. La Toscana sta lavorando su due ipotesi: il coinvolgimento dei pediatri o l'uso degli hub con prenotazione da fare sul portale regionale. In Campania il governatore Vincenzo De Luca dice: "Dobbiamo mettere in piedi una campagna di vaccinazione attenta e rasserenante per le famiglie. Ci saranno le aree dedicate ai bambini, ma vorremmo lavorare dentro le scuole". Il decalogo dei pediatri Chi decide se uno dei genitori è No Vax? Vaccino Covid e bambini, mandate le vostre domande   IN PRIMO PIANO/2 Usa, Israele, Cina e Sudamerica. Ha funzionato Per comprendere che cosa accadrà dal prossimo 16 dicembre con le vaccinazioni ai bambini-adolescenti tra i 5 e gli 11 anni serve guardare all’estero, là dove la pratica è già avviata. Negli Stati Uniti si è partiti con le vaccinazioni per i piccoli il 3 novembre scorso e nella prima settimana è stato immunizzato quasi un milione di bambini-adolescenti, diventati oltre tre milioni al 25 novembre. Negli Usa sei milioni e mezzo in quella fascia, va ricordato, hanno contratto il Covid: 2.316 bambini di età compresa tra 5 e 11 anni hanno sofferto di sindrome infiammatoria multisistemica e 66 sono morti. Gli effetti avversi riscontrati nei bambini-adolescenti in queste settimane a causa del siero anti-Covid sono stati minimi (febbre, mal di testa, dolore localizzato nella sede dell’iniezione) mentre le temute miocarditi che stanno interessando, in misura comunque minima, la fascia di età tra i 12 e i 17 anni (1-5 casi ogni 100.000 persone) non sembrano essere comparse nei più piccoli. Gli studi clinici sui vaccini effettuati sulla popolazione tra i 5 e gli 11 anni hanno dato esiti positivi sia per quanto riguarda la sicurezza sia per la capacità del vaccino di indurre un’adeguata risposta immunitaria: il Pfizer è efficace al 90,7 per cento nell’età compresa tra 5 e 11 anni. In questa popolazione si somministra un terzo della dose somministrata negli adulti (10 microgrammi anziché 30 microgrammi) che risulta essere ben tollerato. In Israele la vaccinazione under 12 è partita martedì 23 novembre e, in base ai dati preliminari, non ci sono report di seri effetti collaterali. Come riporta il sito Ynet, sulla base di informazioni ottenute dal ministero della Sanità e dalle mutue che somministrano le dosi di Pfizer adatto, sono stati vaccinati 60.000 bambini (pari al 5 per cento del totale) e il dottor Roni Farber – capo della sanità pubblica di Meuhedet, una delle mutue – ha detto: “La maggioranza di coloro che è stata immunizzata con la prima dose non ha subito effetti collaterali. Ci sono stati alcuni casi isolati di febbre moderata”. Gli altri Paesi in cui si stanno già vaccinando i più piccoli sono Cina (il Sinovac è stato approvato già da giugno 2021 per la fascia 3-17 anni), Cambogia, Canada, Argentina, Cile, Venezuela, Cuba (dai 2 anni di età) ed Emirati Arabi (dai 3 anni). In Europa l’Austria ha anticipato il verdetto dell’Ema (l’Agenzia del farmaco) e dal 15 novembre ha avviato le dosi per i 5-12 anni. L'Alta Autorità per la Salute, in Francia, ha raccomandato la vaccinazione anti-Covid 19 per i bambini di 5-11 anni a rischio di sviluppare una forma grave della malattia, ed è in attesa di nuove informazioni per un possibile allargamento a tutti i pre-adolescenti. Così la Norvegia: doppia dose Pfizer solo ai bimbi più gravi. Il “sì” dell’Agenzia del farmaco europea nel frattempo è arrivato, e, a seguire, quello dell’Agenzia del farmaco italiana (Aifa). Dal 13 dicembre arriveranno le dosi per i Paesi favorevoli, dal 16 dicembre si parte anche in Italia. Il dibattito è aperto in tutto il continente.   IN PRIMO PIANO/3 Nava Mambretti: "Non lasciate soli noi genitori" Sui vaccini ai bambini “non lasciate soli i genitori". E' l'appello di Angela Nava Mambretti, voce del coordinamento Genitori democratici. I genitori, anche pro-vax, sentono il peso della scelta? "E' così, è oggettivamente una scelta difficile dove si rischia l’autoreferenzialità, la solitudine. E il moltiplicarsi di atteggiamenti anche estremi da parte delle famiglie”. Il fatto di poterli mandare a scuola evitando quarantene che, abbiamo visto, sono mal gestite, non spinge a vaccinare i bambini?  "Fino a un certo punto. I bambini  da 5 a 11 anni sono ancora visti fortemente come un'appendice sacra dei genitori, loro non scelgono e non si oppongono. Sta a noi e per questo devi essere aiutato nella nella decisione che è faticosa e ti dà responsabilità. Una scelta che non può essere lasciata ai sentito dire e alle chat delle mamme". Cosa chiedete?  "Una comunicazione corretta e attenta, diretta ad ogni singolo. C’è un bel documento dei pediatri, ma loro stessi chiudono con l’invito del pediatra di famiglia ad avere un rapporto con quel singolo bambino e quella famiglia". Lei farebbe vaccinare i suoi figli? "Ho figli grandi, ma credo conti il rapporto costi e benefici. Onestamente io li farei vaccinare. Ma c'è anche un'altra preoccupazione".  Quale? "Chi sceglierà di non vaccinare il proprio bambino andrà incontro a forme di discriminazione? O la scuola ci rassicura che non sarà cosi?". Al ministro Bianchi cosa chiedete? "Bianchi parla di scuola affettuosa, ma ascolta molto poco. Le associazioni dei genitori non hanno avuto una grande audience, le preoccupazioni in questo momento sono molto forti, ora ci ascolti, sia affettuoso. C’è necessità di una comunicazione istituzionale condivisa. Va ripreso il bandolo della matassa e riaperto un canale comunicativo serio. Ci crediamo o no che si può uscire insieme da questa pandemia? Le promesse di una scuola nuova erano anche quelle di una scuola partecipativa e democratica, cosa che in questo momento non si intravede".   LA RICERCA Un quarto degli studenti disabili non ha fatto Dad Il 23 per cento degli alunni con disabilità non ha preso parte alla Didattica a distanza durante il primo lockdown. Sono 69 mila studenti, tra 5 e 19 anni, e questo è un dato davvero preoccupante. Di fatto, è il primo dato comprensibile sui vuoti della Dad, visto che il ministero dell’Istruzione – prima con Lucia Azzolina e poi con Patrizio Bianchi - non ha mai comunicato nulla su un tema così importante. Si sostituisce all’istituzione, carente, l’Osservatorio #conibambini, organizzato dalla Onlus Con i bambini guidata dal maestro di strada Marco Rossi-Doria. Insieme alla Fondazione indipendente Openpolis, nata per rendere visibili i dati nascosti della pubblica amministrazione, ha elaborato il report “Diritto incondizionato” nella Giornata internazionale delle persone con disabilità. Il 27 per cento degli studenti non ha potuto seguire la Dad, si specifica, a causa della patologia grave che lo accompagna, il 20 per cento per le difficoltà della sua famiglia, il 17 per cento per i disagi socio-economici. E, poi, solo il 42,4 per cento degli edifici scolastici statali dispone di un servizio di trasporto dedicato agli alunni con disabilità. Tra i temi affrontati, ancora, l’importanza per i minori di veder rimossi gli ostacoli alla partecipazione alla vita pubblica, sociale e culturale, non solo per l’integrazione scolastica, ma anche per lo sport e le attività ludiche. Il report qui.   L'ORIENTAMENTO Dopo la Terza media, consigli per la scelta "Dopo la terza media che potevo far, non c'era che il liceo...". Si potrebbe modificare e canticchiare così Edoardo Bennato (che in realtà si riferiva al passaggio tra il liceo e l'università), per raccontare il tempo della grande scelta: il salto dalla Terza media alla scuola superiore. Negli anni non è diminuita la spinta alla licealizzazione (il 57,8% lo scorso anno si è iscritto nei licei) nonostante gli sforzi per affermare la cultura tecnica e riabilitare i professionali. Mentre è cresciuta l'ansia dei genitori. Un bivio che fa paura: non ci si gioca tutto, ma abbastanza di quella che sarà poi la prospettiva di un figlio oggi 14enne. Ecco una guida (per le scuole di Bologna) con i consigli. Voi che orientamento fate ai ragazzi di Terza media? Resiste ancora la semplificazione: vai bene fai il liceo, così così il tecnico, se non hai voglia di studiare il professionale? Scriveteci: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .  Da ricordare la novità per le iscrizioni all’anno scolastico 2022-2023: online, ma con lo Spid.   LA BELLA LEZIONE Quali modi di insegnare vi siete inventati? In tanti ci avete scritto e la sollecitazione è: continuate a farlo, raccontateci la vostra lezione più bella, il modo in cui avete deciso di spiegare una parte del programma, i progetti didattici più innovativi partiti dal basso. In sintesi, che scuola fate, come la fate, cosa vi inventate ogni mattina in classe: esperienze da condividere. Ecco la mail a cui mandare le vostre testimonianze: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   LA BELLA LEZIONE/Inglese Il creative writing funziona anche per una supplenza "Che sia un’ora con i miei studenti o un’ora di supplenza, esordisco così “Today we’re doing something different. Do you know Haiku?”. C’è sempre qualcuno che ha sentito parlare di questi componimenti di origine giapponese che condensano un pensiero o un’immagine in poche parole. Io aggiungo che generalmente hanno tre versi, rispettivamente di 5-7-5 sillabe. Poi scelgo un ambito tematico quotidiano su cui tutti abbiano sensazioni-opinioni nette, per esempio l’opposizione caldo-freddo. What can you stand less, the cold or the heat? Breve scambio di idee. Can you remember a moment in your life when you felt a pleasant sensation of warmth or cold? When was that? Where were you? Where you alone? What were you doing? (Close your eyes and concentrate for one minute). E alla lavagna scrivo un Haiku molto semplice inventato da me: my white bikini lying on the burning sand summer laziness Nessuno si meraviglia perché lo sanno che amo il caldo, il sole e il mare. Adesso tocca a loro, ma ho deciso uno schema molto preciso da seguire (che ho seguito anch’io!) per esprimere in parole la situazione o sensazione di caldo o freddo che hanno in mente. Adjective(s) + Noun (5 syllables) Ing-Form + Space or Time expression (7 syllables) Noun or Adjective(s) + Noun (5 syllables). Spiego che, paradossalmente, se abbiamo dei vincoli si sprigiona la nostra creatività. Qualcuno mi guarda perplesso, ma accettano tutti la sfida. E io giro tra i banchi per aiutarli a contare le sillabe e a cercare sinonimi che soddisfino lo schema e la scansione metrica. Non è vietato consultare un vocabolario sul telefono. Quando suona la campana, quasi tutti hanno sul banco la loro produzione e c’è la piacevole sensazione di aver realizzato qualcosa giocando con le parole. Ecco alcuni haiku di una Terza liceo: my ice lemon tea sitting at a seaside bar summer atmosphere sweet cold sensation feeling you on my red lips an icecream shiver hot crusty pizza melting in my angry mouth a delicious taste a yellow raincoat  walking in the grey winter  a flash of sunshine a haiku lesson dreaming of white hot beaches a cold busy day  sweet-smelling chestnuts  raining on the bare mountains  a warm fireplace". Chiara Ferdori, Liceo Galvani   LA BELLA LEZIONE/Storia "Chiudete gli occhi e datevi la mano" "Trentacinque anni fa eravamo in molti a parlare di difesa della pace e di nonviolenza; era un mondo diverso: c’era ancora la guerra fredda, la Nato aveva installato i suoi missili a Comiso e lo spettro di una guerra nucleare aleggiava su tutte le coscienze non distratte dal luna park sempre più pervasivo delle televisioni Fininvest. Nei gruppi di obiettori al servizio di leva si studiavano i testi dei grandi maestri della nonviolenza e si sperimentavano giochi di ruolo e tecniche per imparare a combattere e a neutralizzare la violenza, a partire da quella che si annida in tutti noi. Il rilancio dell’Educazione civica mi ha fatto riflettere su quanto tematiche e pratiche, apparentemente inattuali come queste, potessero invece essere efficacemente riprese in un paio di lezioni in cui lezione frontale, discussione, simulazione e role playing si fondessero per restituire la ricchezza del pensiero nonviolento ma soprattutto l’importanza della sua pratica. Partendo da una approfondita chiarificazione terminologica  - perché si deve parlare di “nonviolenza” e non di “non-violenza” - e dall’ovvio riferimento alla figura di Gandhi, per una scelta precisa di prossimità, i ragazzi si sono confrontati con stupore con i testi di Aldo Capitini, di Danilo Dolci e di Don Milani, reagendo alle loro parole con commenti e critiche. Il gioco di ruolo “Hassle Line” ha fatto sperimentare i meccanismi che trasformano il conflitto in una escalation violenta ma il momento più coinvolgente è stato quello del gioco di relazione “Rispetto”. Ponendo gli alunni a coppie, viene chiesto a uno dei due di chiudere gli occhi e porgere la mano all’altro: ascoltando con luce soffusa la lettura di un testo evocativo (si trova qui) in pochi minuti ognuno si rende conto del mistero dell’altro; la cosa viene ripetuta a parti invertite con un alunno che segue il profilo del compagno. Gli effetti sono sempre emotivamente molto intensi, ecco la testimonianza di uno studente: “Il lavoro in coppia svolto mi è sembrato molto significativo ed emozionante. Oggi non siamo più abituati a conoscerci in modo approfondito e ci si fa dominare da emozioni negative, con l’unico obiettivo di imporsi sugli altri. Il fatto che ci si sia concentrati sulle mani mi ha colpito molto: esse possono sembrare quasi insignificanti, ma, ad uno sguardo attento sono in realtà molto espressive e in grado di parlarci della persona che abbiamo di fronte”. Marcello Malpensa, Liceo Giordano Bruno   STORIE DI SCUOLA/1 Gli studenti con la gonna e il prof che non fa lezione Si sono presentati a scuola con la gonna in occasione della Giornata internazionale contro la violenza di genere, come vari compagni del Liceo scientifico Bottoni di Milano. Il loro professore di Storia e Filosofia, però, non ha apprezzato l’iniziativa e si è rifiutato di fargli lezione perché, spiega, “a scuola si va vestiti in un certo modo, è una questione di principio”. E il fatto che il gesto dei tre ragazzi della 3D fosse un atto simbolico per portare l’attenzione sul tema della violenza sulle donne, per il docente non ha importanza. Così, due giorni dopo, è scattata la mobilitazione: le tre classi dell’insegnante si sono rifiutate di seguire le sue lezioni, perché “non vogliamo una scuola che alimenta atteggiamenti discriminatori e di violenza”, e la maggioranza degli altri docenti ha firmato una mozione a sostegno dell’iniziativa organizzata dagli allievi il 25 novembre e a difesa dell’operato della preside. La dirigente, che aveva intimato al docente (dopo il suo rifiuto di riprendere la lezione) di lasciare la scuola e ha inviato al Provveditorato la richiesta per avviare un procedimento disciplinare, ha infatti ricevuto minacce via mail e insulti sui social, dove la questione è ben presto approdata. L'articolo di Sara Bernacchia Il video di Edoardo Bianchi   STORIE DI SCUOLA/2 Al Liceo Satta di Nuoro no piercing e unghie lunghe Niente da fare: anche stamattina gli studenti del liceo delle Scienze umane e musicale nuorese Sebastiano Satta sono in "sciopero" per il quarto giorno di seguito. Ragazze e ragazzi di fronte alla scalinata di ingresso scandiscono slogan accompagnati dai fischietti: in circa quattrocento protestano da lunedì per le regole di frequenza considerate troppo stringenti e denunciano una mancanza di ascolto da parte della dirigenza scolastica. Divieto di piercing e unghie lunghe, niente ricreazione lunga ma pause da dieci minuti per ciascuna ora, obbligo di consegna dello smartphone e un solo spostamento al giorno verso bagno e distributori di bibite: queste le imposizioni considerate inaccettabili. E da giorni è in corso un braccio di ferro tra i rappresentanti dei liceali e la dirigente Carla Rita Marchetti. L'articolo di Monia Melis   STORIE DI SCUOLA/3 Per fare un'aula ci vuole un albero Pedule, zaino, borraccia, barattolo con pinzette per insetti, astuccio di stoffa con matita, temperino, gomma e un rametto ("È utilissimo" giurano i bambini, va' a capire perché), posate pieghevoli da campeggio, salviette e sacchetto per i bisognini, contenitore per la merenda: Adele, Davide, Leonardo, Nicole, Lorenzo, Federico e tutti gli altri 15 alunni della prima A della primaria statale Ada Negri di Pegli, nel Ponente genovese, in Liguria, vanno a scuola così. Hanno due aule in cui svolgono le lezioni: una è a Pegli vetta, su una fascia erbosa, protetta da pini marittimi e mimose, sospesa sul mare; l'altra è una spiaggia, dove il circolo dei pescatori presta alla scuola la casupola della propria sede, quando piove. L'articolo di Michela Bompani   STORIE DI SCUOLA/4 A 69 anni la maestra ottiene il posto: licenziata E’ durata ventun giorni la soddisfazione della maestra di Pavia, come racconta La Provincia pavese. Assunta a inizio settembre dell’anno scolastico in corso, non è arrivata a fine mese: la curiosità di una sua collega ha fatto emergere l’età anagrafica, 69 anni, mai nascosta peraltro. E ha fatto partire immediatamente il licenziamento per superati limiti anagrafici: nella scuola dell’infanzia non si possono superare i 65 anni di età. La vicenda, che rasenta l’incredibile, è ricostruita dall’ordinanza pronunciata dal giudice Gabriele Allieri del Tribunale di Pavia. D. L., 69 anni appunto, dopo aver svolto per stagioni altri lavori e diverse supplenze saltuarie nella scuola, nel 2018 decide di tentare il concorso per la scuola dell’infanzia. L’esame non ha limiti di età, e non è, tra l’altro, dei più semplici. La maestra quasi settantenne lo supera. Ottiene, per gli anni successivi, alcune supplenze annuali a Pavia e lo scorso settembre il provveditorato agli studi le offre un contratto a tempo indeterminato in una scuola materna della provincia. La nuova situazione di stabilità è un sentimento nuovo, ma l’acclimatamento al tepore del posto fisso viene interrotto da una collega, curiosa di conoscere l’età della neoassunta. All’improvviso i 69 anni, non dimostrati e già presenti sul contratto di assunzione, diventano rilevanti. E giusta causa di licenziamento, arrivato nell’arco di 24 ore. La maestra non ci sta e fa ricorso, ma il Tribunale dà ragione a un ministero distratto anche sugli atti più elementari. Ora partirà una causa di risarcimento per danni.   LE BUONE PRATICHE/1 Anche Draghi plaude alla classe dei “corti” Abbiamo raccontato la loro storia, e li abbiamo lanciati, nella newsletter dell’1 ottobre scorso. La storia della Terza A dell’Istituto comprensivo Bresadola di Trento e del suo mentore cinematografico, il professor Vittorio Caratozzolo, docente di Lettere. In pieno lockdown hanno costruito, ognuno dalla propria casa, cortometraggi. Diversi cortometraggi. Decine di cortometraggi. E hanno spopolato nei festival dedicati al genere di tutto il mondo. Sono arrivati a quota 136 menzioni e, dopo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il segretario Onu Antonio Guterres, il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro della Cultura, Dario Franceschini, con discorsi tra loro simili hanno arricchito l’album delle congratulazioni: “La varietà dei temi trattati e i differenti approcci” sottolineano una “grande creatività”. Un omaggio delle alte istituzioni agli adolescenti che hanno impiegato con virtù il tempo della loro Dad. Alla fine, il gruppo delle medie è riuscito a farsi riconoscere anche a casa, a Pordenone. I giornali locali hanno ripreso il racconto della newsletter “Dietro la lavagna” e le autorità comunali hanno ricevuto la “III A”, oggi impegnata nel primo anno delle scuole superiori. Domenica 12 dicembre “la classe” sarà sul red carpet del Digital Media Fest di Roma, con due corti finalisti su tre candidati.   LE BUONE PRATICHE/2 I “future inventors” del Museo Da Vinci Il Museo e Fondazione Rocca presentano un nuovo progetto di educazione alle discipline Stem dedicato a insegnanti e studenti della scuola media. Il percorso di formazione dei docenti, “Future inventors” inizia con un’esperienza immersiva nel nuovo laboratorio del Museo nazionale di Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, in Via San Vittore 21, a Milano. Il laboratorio, aperto dal 4 dicembre, è dedicato all’esplorazione di tecnologie digitali e linguaggi artistici ed espressivi d’avanguardia e offre al pubblico un percorso innovativo basato sulla contaminazione originale fra scienza, tecnologia e arte: il pixel è l’elemento base e unificatore per caratterizzare gli elementi più identificativi dello spazio. L’apertura al pubblico, oltre ai giorni 4-5-7 dicembre, è prevista anche nel periodo delle vacanze di Natale, nei giorni 28-29 dicembre 2021 e 3-4-5 gennaio 2022.Dopo la fase di ricerca e sviluppo e la co-progettazione con un gruppo di insegnanti esperti provenienti da varie regioni, il progetto “Future inventors” prevede una prima fase iniziale di sperimentazione mediante il coinvolgimento di cinque scuole lombarde che, per tutto l’anno scolastico 2021-2022, partecipano al percorso di formazione in Museo e a scuola con insegnanti dell’area sia scientifica che artistica. Le scuole attualmente coinvolte sono: Icp Thouar e Gonzaga, Ic Luigi Chiesa di Spino D’Adda-Dovera, Educandato Statale Emanuela Setti Carraro Dalla Chiesa, Istituto Leone XIII e Collegio San Carlo. La proposta metodologica sarà oggetto di studio da parte del King’s College London.   IL FENOMENO L’Escape room del Barone Lamberto di Rodari Il fenomeno ludico del momento, la Escape room, ora s’ispira a un riferimento di spessore per la scuola italiana: “C’era due volte il Barone Lamberto” di Gianni Rodari, a 101 anni dalla nascita dello scrittore, scrittore (anche) per ragazzi. Progettata e realizzata dallo studio “We are Müesli di Milano”, specializzato in giochi a tema culturale, la Escape room “Ventiquattro Elle” resterà aperta fino al 22 maggio 2022. La trama del gioco è questa: una banda di ladri, i Ventiquattro Elle appunto, ha elaborato un piano per trovare e scassinare i forzieri dove il barone conserva i suoi tesori. Tutto è pronto per il grande colpo, ma l’hacker della banda - l’unico a conoscere i codici per superare i sistemi di sicurezza del barone - si è preso le ferie proprio il giorno del furto. Qui subentrano i partecipanti all'Escape room: in collegamento diretto con gli altri Ventitré Elle, già sull’isola di San Giulio, avranno 90 minuti di tempo per guidare il gruppo di ladri nell'impresa attraverso un computer, tra indizi, enigmi, indovinelli.  I biglietti sono disponibili online al link.   RILEGGENDO Così abbiamo raccontato la scuola:   Bambini, vaccini e istruzione: due diritti da difendere di Linda Laura Sabbadini Scuola e Dad, non infrangiamo quel patto con i nostri figli di Claudia De Lillo Perché vaccinerò mio figlio di Viola Ardone Team di soldati a domicilio per i tamponi agli studenti: il piano anti-Dad di Figliuolo Pnrr: cinque miliardi per asili e materne. Fondi anche per palestre, mense e nuove scuole Ecco come funziona la quarantena e quando scatta la Dad L'ira di genitori e prof contro il dietrofront sulle quarantene  1,3 miliardi per ricostruire gli edifici danneggiati dal terremoto Basta condanne per i presidi sulle carenze degli edifici Sassuolo, l'assessore leghista vuole corsi No Vax a scuola. Insorgono Pd e M5S. Retromarcia del sindaco   Se vuoi segnalare la newsletter settimanale ad amici o colleghi o, dopo averla ricevuta, vuoi abbonarti tu stesso, il link è questo.   Ci vediamo la prossima settimana. 005946716-986fd5e4-eab9-46ad-8e05-868463f077a2.jpg

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