Comunicato Stampa Brogli a Medicina

Relativamente ai quiz d’ingresso errati per l’ingresso alle Facoltà di Medicina e ai presunti brogli verificatisi durante lo svolgimento dei test nella sede di Medicina dell’Università Politecnica delle Marche si precisa quanto segue:
Il fatto che nei test di ammissione siano presenti due (e probabilmente anche altri) errori è un fatto imputabile unicamente al Ministero dell’Università e Ricerca che non è stato in grado di formare una commissione competente per la preparazione degli stessi. Le promesse del Ministro Mussi di verifiche ed eventuali licenziamenti non ci convincono affatto, così come non ci convince il progetto di modifica dell’accesso alle Facoltà a numero chiuso previsto per i prossimi anni accademici.
A causa di ciò, ci sembra doveroso chiedere le dimissioni del Ministro Mussi, a nostro parere più impegnato a fondare la ‘grande cosa rossa’, che a dedicarsi al Ministero a lui affidato.
Sulla questione dei presunti brogli nella Facoltà di Medicina non ci esponiamo a  dichiarazioni, dal momento che alla data odierna non abbiamo alcuna certezza, nè dalla Guardia di Finanza e nè dagli organismi interni all’Università stessa. Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso e ci riserviamo di emettere comunicati stampa in date successive man mano che l’intera vicenda venga analizzata sotto una luce diversa da quella del sensazionalismo giornalistico.
Riguardo al meccanismo del numero chiuso per le Facoltà di Medicina, fortemente attaccato nelle ultime ore da parecchie organizzazioni nazionali di area di sinistra come l’Udu, precisiamo che il numero chiuso nelle Facoltà di medicina è necessario per garantire l’accesso agli studenti veramente meritevoli e preparati in modo da tutelare la salute dei cittadini. Inoltre un numero limitato degli studenti garantisce al personale docente la possibilità di seguire il percorso formativo di ciascuno studente a livello individuale, spesso anche con prove sul campo altrimenti impossibili da gestire.
Le cause del fallimento vanno trovate unicamente nelle incompetenze del Ministero per la preparazione delle prove ed eventualmente nella disattenzione degli organismi di vigilanza e garanzia locali che dovrebbero assicurare un corretto svolgimento delle prove.
Le annunciate nuove regole per il prossimo anno accademico sembrano quantomeno risibili e parecchio discriminanti, introducendo un meccanismo meritocratico fortemente deviato. L’assegnazione di  25 punti del punteggio finale tramite il voto di diploma è una norma discriminante, che se aggiunta allo studio delle medie scolastiche degli ultimi anni diventa ridicola.  Le scuole superiori hanno livelli di difficoltà molto diversi, ad esempio tra scuole private con media più elevata o con scuole professionali più semplici ma con medie relativamente più basse dei licei. Il meccanismo proposto dal Ministro Mussi e dal suo collega Fioroni ci sembra un ritorno alle vecchie barriere di accesso all’Università, inoltre questa modifica potrebbe anche rattoppare il sistema, ma non risolverebbe i veri problemi.
La soluzione più semplice sarebbe quella di affidare compiti delicati come la preparazione dei quiz a personale veramente competente e attento e applicare maggiori controlli durante le prove per tutelare la vera meritocrazia.
Sull’esito dei quiz riteniamo inattuabile una ripetizione del test stesso in quanto la cosa sarebbe penalizzante nei confronti degli studenti che lo hanno superato. Una possibile e più equa soluzione, che chiederemo negli organi preposti, sarebbe quella di ammettere alle Facoltà di Medicina i non ammessi con un punteggio inferiore di uno e due punti rispetto all’ultimo in graduatoria.
Al momento si valuta l’ipotesi di intraprendere azioni legali collettive con gli altri Atenei.

 
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