indagato rettore e altre 20 persone CorriereUniv.it – Corriere dell'Università Job

Fondi per la ricerca  usati per coprire buchi di bilancio attraverso la produzione di documenti falsi. Queste alcune delle accuse che hanno portato la Procura ad iscrivere nel registro degli indagati il rettore dell’Università di Foggia, Maurizio Ricci, insieme ad altri 20 persone per concorso in truffa e abuso d’ufficio. Le presunte irregolarità nella rendicontazione di tre progetti finanziati dal Miur nell’ambito del Pon Ricerca e Competitività 2007-2013, soldi ottenuto dai gruppi di ricerca del Distretto agroalimentare regionale, il Da.Re., tra i cui soci c’è l’ateneo foggiano, beneficiario di circa 10 milioni di euro. attraverso le denunce di due professori rimossi e poi sostituiti da altri docenti: secondo il racconto degli accusatori, parte dei fondi del ministero destinati alla ricerca sono stati utilizzati per altro, anche per pagare gli stipendi di alcuni docenti. Perquisizioni presso il dipartimento di Scienze Agrarie dell’università sono state eseguite questa mattina dalla Guardia di Finanza.  A quanto si apprende da fonti dell’Ateneo foggiano, nel dipartimento i finanzieri hanno sequestro i computer e documenti. Notificati anche gli avvisi di garanzia: nel registro del pm, come detto, ci sono nomi eccellenti, come il pro rettore Milena Grazia Rita Sinigaglia, del direttore del dipartimento di Agraria, Agostino Savi, dell’ex presidente del dipartimento Gianluca Nardone (oggi direttore del Dipartimento regionale all’agricoltura) e di altri docenti. Come riporta l’agenzia Ansa, secondo fonti dell’ateneo durante le perquisizioni sarebbero “sono stati usati modi estremamente bruschi e violenti. Sono state sospese le sedute di laurea, gli studenti e i loro familiari sono stati letteralmente cacciati dal dipartimento e fatti accomodare nel cortile. Una vera e propria irruzione militare”. L’inchiesta è partita dall’esposto di Alessandro Del Nobile e Diego Centonze, professori ordinari proprio del Dipartimento di Scienze Agrarie presso l’Università pugliese. Molte le anomalie sengnalate, come una modifica in corso d’opera sui fondi assegnati dal Miur per i progetti: la sovrattassa d’Ateneo, la cosiddetta overhead, è passata dal 10% delle spese generali al 13% del totale finanziato, per una differenza di oltre un milione di euro. Soldi serviti non per l’obiettivo originale, ma per spese di sistema e stipendi e per far quadrare i conti con lo scopo di non perdere il finanziamento. Messi di fronte a questo e altri cambiamenti imposti a progetti già iniziati, i due professori non hanno voluto accettare e si sono rifiutati di firmare un atto di impegno a raggiungere comunque gli obiettivi dei progetti, nonostante la riduzione delle risorse. Così sono stati rimossi e sostituiti da altri professori. Come riporta Luisiana Gaita sul fattoquotidiano.it, sono tre i progetti per i quali sarebbero stati consegnati documenti falsi e rendicontazioni irregolari ci sono il Pro.Ali.Fun sulla produzione di alimenti funzionali, l’Info-Pack, acronimo di “Soluzioni innovative di Packaging per il prolungamento della shelf life dei prodotti alimentari e il SiMiSa sugli strumenti innovativi per il miglioramento della sicurezza alimentare. Tutti finanziati nell’ambito del Pon Ricerca e Competitività 2007-2013, con l’obiettivo di promuovere iniziative nei campi della ricerca scientifica, della competitività e dell’innovazione industriale in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Dieci i milioni andati all’Università di Foggia. Cosa è successo dopo la rimozione dei due professori? Il 10 aprile 2013 sono stati sostituiti da altri colleghi. E non tutti i nuovi docenti, secondo la denuncia, hanno dovuto firmare l’atto d’impegno che a loro era stato imposto. Ma non finisce qui, infatti, gli inquirenti starebbero cercando di accertare anche un altro aspetto. L’erogazione del finanziamento dei progetti, infatti, era condizionata dalla rendicontazione anche dei costi per il personale calcolati in ore di lavoro. Secondo l’esposto pur di incamerare i fondi 15 docenti avrebbero firmato dei time sheet falsi, rendicontando ore lavorative precedenti al 10 aprile del 2013, quando ancora Del Nobile e Centonze non erano stati sostituiti. 

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