La gaffe nel test Invalsi: "Antonio e Cleopatra sconfitti ad Anzio"

Dopo la gaffe del Miur alla Maturità dello scorso anno, quando sul portale apparvero le "traccie" dei temi, arriva l'errore da matita blu (meglio, da cinque in storia) nel test Invalsi per la quinta elementare. Antonio e Cleopatra furono sconfitti nella battaglia di Anzio, c'è scritto. In realtà la battaglia è quella di Azio, siamo nel 31 avanti Cristo: lo scontro navale fu vinto dalla flotta di Ottaviano contro Marco Antonio che si fece convincere da Cleopatra a rinunciare al combattimento e a fuggire verso l'Egitto. Per un errore la battaglia di Azio viene scambiata con la località del litorale laziale più nota per lo sbarco degli alleati del '44 (o per la battaglia tra Romani e Volsci nel 468 a. C.). Immancabili le critiche sul web. E molta ironia.Unicobas posta: "Invalsicomio. Ma chi ha scritto il quiz Invalsi su Cleopatra, che scambia la battaglia di Azio per la 'battaglia di Anzio', gira per il Ministero col cappello da Napoleone?".  Un'altra utente di Twitter, 'La Gattara" scrive: "Mi segnalano prove invalsi delle elementari secondo cui Antonio e Cleopatra avrebbero combattuto ad Anzio. Stavano in vacanza a Zoomarine e non ce l'hanno detto". 'La Mentina" le risponde "anche loro avevano il problema del parcheggio" e un'altra aggiunge: "Io a Anzio sempre andata col treno, da Termini è un attimo". Immediate le scuse dell'istituto Invalsi: "Un refuso (Anzio anziché Azio), ma irrilevante ai fini della risposta". Infatti, viene precisato in una nota, come "ben si evince dalla domanda sotto riportata, non incide in alcun modo sulla possibilità di rispondere correttamente, non essendo oggetto del quesito".La polemica segue quella che aveva già coinvolto le prove di quest'anno su un altro quesito definito dagli insegnanti più critici contro questi test "una profilazione indebita" dei bambini di dieci anni. Il riferimento è al quesito Q10, inserito nella parte che serve agli esperti per capire il profilo sociale del campione, che riguarda il futuro nel mondo del lavoro. Tra le frasi che l'alunno era chiamato a indicare quanto pensasse fossero vere (da "per niente" a "totalmente") c'erano: "Raggiungerò il titolo di studio che voglio"; "Avrò sempre abbastanza soldi per vivere"; "Nella vita riuscirò a fare ciò che desidero"; "Riuscirò a comperare le cose che voglio"; "Troverò un buon lavoro". Immediatamente anche in questo caso la foto del quesito ha fatto il giro dei social: "Ci spiegate il senso di queste domande?", domanda l'insegnante Renata Puleo. Argomenti: test invalsi Scuola Protagonisti:

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