Ecco perché il 14 marzo festeggiamo il Pi greco CorriereUniv.it – Corriere dell'Università Job

Si parte dalla data: nel sistema anglosassone  si scrive 03/14 come le prime tre cifre del numero ‘magico’. In più, coincidenza che la matematica non può spiegare, oggi è il compleanno di Albert Einstein che vide i natali i l 14 marzo del 1879, esattamente 140 anni fa, a Ulma in Germania. A istituire la giornata del Pi Greco fu nel 1988 il fisico Larry Shaw. Nell’occasione i partecipanti all’iniziativa marciarono intorno a un grande cerchio e mangiarono tutto il giorno torte di ogni gusto. Sia perché Pi e Pie (torta in inglese) hanno lo stesso suono, ma anche perché la torta è rotonda, proprio come una circonferenza. Ecco quindi spiegato perché, sui social, compaiono oggi diverse immagini di dolci. Da secoli la scienza si interroga sul Pi Greco. “E’ un numero importantissimo e ancora oggi si continuano a fare ricerche intorno alle sue ricadute”, rileva Roberto Natalini, direttore dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M. Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e membro dell’Unione Matematica Italiana. Questo numero, aggiunge, “entra, a esempio, nelle formule usate nel calcolo delle probabilità, utilizzate a esempio per simulare l’efficacia di un farmaco, per calcolare la probabilità che una certa malattia si diffonda, nelle proiezioni dell’andamento delle azioni in borsa”. Ma non solo, perché il Pi Greco è fondamentale anche nelle missioni spaziali. “Lo usiamo ogni giorno  per comandare i rover su Marte e per misurare i crateri sulla superficie”, hanno sottolineato a più riprese i tecnici della Nasa. Chi fu il primo ad approssimare il valore di Pi Greco? Naturalmente Archimede, genio matematico a cui la città di Siracusa, per l’occasione, dedica addirittura un monumento. I primi a utilizzarlo, seppur in forma ‘grossolana’, furono invece gli architetti babilonesi. A un numero che spiega così tanti fenomeni, senza che nessuno riesca a spiegare fino in fondo la sua perfezione, non potevano che essere associate diverse proprietà ‘magiche’. E’ la stessa matematica a indicarlo come numero trascendente: non esiste un’equazione polinomiale a coefficienti interi che, risolta, dia Pi Greco come risultato. Ma non solo, perché questo numero ha caratteristiche uniche sotto diversi fronti. Non si può, ad esempio, esprimere  come frazione di due numeri. La sequenza delle cifre dopo la virgola (3,1459…) è infinita. Questo significa che il numero che viene utilizzato normalmente è per forza un’approssimazione.

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