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Concorso docenza, firmato l’accordo per 55mila assunzioni CorriereUniv.it – Corriere dell'Università Job

Lo aveva anticipato il vicepremier Salvini nel pomeriggio di ieri: “Marco Bussetti sta andando al ministero a firmare un decreto in base al quale cinquantamila precari finalmente avranno lavoro e futuro stabile”; poi in serata arrivano le conferme dello stesso ministro dell’Istruzione via social: “L’accordo raggiunto oggi con le Organizzazioni Sindacali è frutto del serio lavoro che abbiamo condotto in queste settimane – scrive -. Un confronto franco che porterà alla stesura di una norma attraverso la quale metteremo in campo misure straordinarie a tutela dei precari storici e, in contemporanea, avvieremo una nuova stagione di concorsi ordinari per chi vuole insegnare nella scuola secondaria”. L’accordo prevede che i supplenti oggi impegnati per le supplenze nelle classi italiane e che abbiano insegnato per almeno tre anni negli ultimi otto (sia in istituto pubblico che paritario) possano prendere l’abilitazione e avvicinarsi al ruolo. Accadrà attraverso due strade, e qui si trova la novità di queste ore. Da una parte i precari avranno accesso a un Percorso abilitante (fino al 2014 si sono chiamate Siss, poi Pas) che nell’arco di una stagione – attraverso le università italiane e una media di 3.000 euro paganti da ogni tirocinante – porterà all’inserimento nelle decisive graduatorie di Seconda fascia e all’assunzione del docente non appena si libererà un posto. Fin da subito, comunque, i neoabilitati potranno insegnare in un istituto paritario. Nel nuovo percorso si entrerà per ordine di titoli, senza altre prove richieste in ingresso: una graduatoria metterà in classifica i candidati secondo studi e soprattutto anzianità: i “Terza fascia” (quella che oggi ospita i laureati appunto non ancora abilitati) dovranno affrontare una prova solo alla fine del percorso. Sarà una tesina scritta al computer da illustrare, successivamente, in un colloquio.   Riescono a spuntarla, almeno per i percorsi abilitanti, anche i dottori di ricerca. I “Pas”, previa disponibilità delle singole università, verranno attivati dal Miur e costeranno in tre anni di cicli abilitanti. Anche i docenti di ruolo sono inclusi nel pacchetto. Alla fine della trattativa le organizzazioni sindacali hanno ottenuto un secondo vantaggio per i supplenti da trentasei mesi: non solo potranno, ovviamente, partecipare al concorsone ordinario per le medie superiori – 48.536 posti – che sarà bandito in autunno, ma la quota a loro riservata in questo bando salirà dal 10 al 50 per cento. Questo significa che per 24.268 “Terza fascia” non ci sarà preselezione: i precari entreranno in una graduatoria speciale, differenziata da quella del resto dei candidati (neolaureati e docenti già di ruolo). Per accedere a questa riserva, dei trentasei mesi di supplenza dodici dovranno essere stati spesi nella disciplina per cui si vorrà concorrere. “Abbiamo avuto un’attenzione per i 45-50 enni che, con questo concorso, avrebbero potuto perdere anche le supplenze”, dice dopo la firma il ministro Bussetti. Questa seconda possibilità – il concorso facilitato – è stata ottenuta per aiutare quei precari che non hanno intenzione di spendere i 3.000 euro per avviare la loro “abilitazione universitaria”. Più in generale, il percorso Pas consentirà ai 55 mila Terza fascia di abilitarsi (ma non garantirà subito il posto fisso), mentre il concorso riservato darà agli oltre ventiduemila l’accesso direttamente al ruolo. I grandi assenti sono, ancora una volta, i giovani laureati esclusi dalla sanatoria. Gli eterni dimenticati: “Il governo procede a colpi di sanatorie del precariato esistente e lascia i docenti più giovani e freschi di studi ad affrontare i concorsi regolari con nuovi ostacoli. Ci rimetteranno, semplicemente, gli studenti”.

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