La crisi mette a rischio il finanziamento della ricerca

ROMA - La crisi politica ferma, oltre ai concorsi della scuola, anche il nuovo finanziamento del Fondo ordinario degli enti di ricerca. Il Foe (per il Cnr e gli altri enti controllati dal ministero dell'Istruzione) quest'anno aveva conosciuto, nella fase di ingresso del provvedimento in commissione Istruzione della Camera, un sensibile aumento: 74 milioni di euro. Con un premio al Consiglio nazionale delle ricerche e un taglio all'Agenzia spaziale italiana e all'Invalsi. Ora testo e tabelle annesse, che avrebbero invertito in maniera decisa la curva di disinvestimento pubblico sulla ricerca degli ultimi sette anni, si arenano. E' ipotizzabile che un futuro governo politico, di qualsiasi colore, possa riproporlo, ma la durezza della prossima Finanziaria mette comunque a rischio i fondi aggiuntivi previsti per il Foe 2019.Per quanto riguarda l'università, gettata alle ortiche per contrasti tra gli alti dirigenti del ministero dell'Istruzione una revisione più ampia, il Dipartimento Formazione superiore  stava cercando di dare il via libera, comunque, a una serie di piccoli aggiustamenti richiesti dal mondo accademico. Restano impigliati alla crisi di governo, invece, sia la riforma dei dottorati con l'apertura al mondo della ricerca privata e industriale (forti riserve erano già state espresse dall'Ufficio legislativo del Miur) che il decreto sulla Valutazione della qualità della ricerca. Quest'ultimo prevedeva, secondo le indicazioni finali del Miur, un minimo ridimensionamento della discrezionalità dell'Agenzia Anvur: diversi esperti valutatori sarebbero stati estratti a sorte invece che nominati. Tra l'altro, se entro ottobre non sarà emanato il bando relativo alla nuova valutazone  Vqr, la ripartizione dei fondi alle università continuerà ad avvenire sulla base del rapporto Anvur di cinque anni fa. Ancora, non ci sarà novità - per ora - sull'Abilitazione scientifica nazionale, la prova, giunta alla seconda tornata, che consente l'accesso in cattedra ai docenti universitari ordinari e associati e che ha conosciuto un numero imponente di ricorsi al Tar e una strozzatura proprio nella fase di accesso al ruolo. Ecco, la mini-riforma dell'Asn prevedeva l'eliminazione del ricorso alle riviste di fascia A per la definizione dei titoli sostituendola con una nuova fascia determinata dall'indicizzazione di tutte le riviste nelle banche dati scientifiche. Per ora, si ferma anche questo progetto.E' stato messo in sicurezza, invece, il decreto sul Fondo di finanziamento delle università (Ffo), che premierà sia i risultati migliori che i tassi di crescita dei singoli atenei. E così il Piano triennale per lo sviluppo degli atenei e i nuovi Prin, i Progetti di interesse nazionale. "La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile" Carlo Verdelli ABBONATI A REPUBBLICA Argomenti: crisi politica Foe riforma dottorati nuovo Prin Protagonisti: enti di ricerca di CORRADO ZUNINO 121928649-f44a0c92-db4a-4474-8aad-79cae1609e81.jpg

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