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Scuola, quanto costa la mensa? In media 80 euro a famiglia

Una spesa media di 80 euro per la mensa scolastica dei figli. Problemi di igiene: 14 casi censiti nell'ultimo anno, dai vermi nel piatto in due scuole di Orentano e Villa Campanile, in provincia di Pisa, ai cibi scaduti nella mensa di Giugliano, alla sfera di metallo nella pasta al sugo a Melegnano. E ancora tanti sprechi. Solo un bimbo su dici mangia tutto, per dire.Cittadinanzattiva è alla sua quarta indagine sulle mense scolastiche. Un tema all'odine del giorno nell'agenda politica, non solo per la protesta del pasto-fai-da-te cresciuta in questi anni. Il problema è anche di investimenti. Un tema toccato in audizione a Camera e Senato dal ministro Lorenzo Fioramonti: "Per quanto riguarda il servizio mensa, è di competenza dei Comuni ma serve uno sforzo che consenta di superare le differenze territoriali". "Il costo crescente del servizio ed i timori per una gestione poco sicura e non di qualità delle mense scolastiche ha favorito l’insorgere di soluzioni come il pasto da casa, che mostrano indubbie criticità ad oggi irrisolte, nonostante la recente sentenza della Cassazione", dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva. “Per questo chiediamo al Ministero della salute di varare al più presto le nuove linee guida sulla ristorazione scolastica, ferme al 2010, e al Governo di far ripartire un percorso legislativo che ripensi il servizio di ristorazione scolastico"Ed eccole le differenze territoriali fotografate da Cittadinanzattiva prendendo in esame le tariffe di tutti i 110 capoluoghi di provincia sia per la scuola dell’infanzia che per la primaria. La tariffa per la mensa scolastica nell’anno in corso 2019/2020 per una famiglia media italiana, con reddito Isee di 19900 euro e un bimbo alla scuola primaria, è di 83 euro. Poco meno (82 euro) invece il costo della mensa nella scuola dell’infanzia. Il Nord si conferma l’area geografica con le tariffe più elevate, in media 842 euro per nove mesi di mensa nella scuola primaria, e 841 in quella dell’infanzia; segue il Centro, 724 euro nella primaria e 704 euro nell’infanzia; più contenuti i costi al Sud con 644 euro nella primaria e 632 nell’infanzia.L’Emilia Romagna è la regione più costosa, con una spesa media mensile di 106 euro nella primaria e 105 euro nell’infanzia; la Puglia quella più economica: 65 euro sia nella primaria che nell’infanzia.Il capoluogo più economico è Barletta (32 euro mensili per la mensa nella scuola dell’infanzia e la primaria), i più costosi Torino per la scuola dell’infanzia (132 euro mensili) e Livorno per la primaria (128 euro).Gli aumenti sono di poco meno dell'1%, anche se non sono generalizzati: +9,8% in Calabria e meno 6,4%. A Torino, dove è scoppiata la guerra del panino portato da casa, l'amministrazione ha di recente annunciato una riduzione della quota pasto del 33% per la fascia più alta, e via via a scalare per le altre. Sicurezza e sprechi Cittadinanzattiva ha intervistato 342 tra alunni di scuola primaria, docenti accompagnatori, genitori, rappresentanti di Commissioni mensa, addetti al servizio di ristorazione, prendendo in esame un campione di mense scolastiche di nove regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia, Lazio, Marche, Campania, Molise, Basilicata e Puglia) per evidenziare aspetti relativi alla qualità, sicurezza, igiene, costi, sprechi e rifiuti.Un quarto delle scuole prese in esame non dispone di un locale mensa; una su tre è priva di porte antipanico; una su dieci presenta distacchi di intonaco e fili elettrici scoperti. Ai bimbi piace mangiare a scuola, ma solo uno su dieci mangia tutto. I cibi più graditi? Manco a dirlo: gelati e dolci, pizza e pane, segue a distanza carne, frutta e pasta al pomodoro. I meno graditi invece le verdure cotte o a minestra, il pesce e le verdure crude, la pasta in bianco.Solo un bimbo su dieci mangia tutti i cibi serviti in mensa, ma ben tre su cinque mangiano con piacere a scuola, soprattutto perché possono farlo con i loro compagni. Secondo l’86% dei rappresentanti delle Commissioni mensa, per apparecchiare si usano tovaglie di carta e vengono utilizzati piatti, posate, bicchieri usa e getta e si beve acqua minerale nella gran parte dei casi (71%).Il cibo sprecato giornalmente varia dal 10% al 30%. Di questi solo una piccolissima parte, circa l’11%, verrebbe riciclata. 100542952-ce051cb7-501c-41b5-9eca-92390b26ab7f.jpg

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