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Decreto Rilancio, più soldi per rimborso affitti fuori sede. Iovino (5S): "Garantire diritto allo studio" - CorriereUniv.it

Sono 20 milioni di euro in più per gli affitti degli studenti fuori sede che nei mesi del lockdown hanno continuato a pagare gli affitti pur non andando all’università. L’approvazione, avvenuta lunedì scorso in commissione Bilancio della Camera su proposta del deputato pentastellato Luigi Iovino, ha trovato il consenso dell’opposizione emendando il decreto Rilancio che approderà a breve in Parlamento. Nello specifico il provvedimento prevede un rimborso delle spese d’affitto per coloro che hanno un Isee al di sotto dei 15mila euro, che passa da 140 a 160 milioni di euro.  “Un finanziamento a favore di circa 100mila ragazzi che nei mesi scorsi si sono trovati in difficoltà”, afferma il deputato Luigi Iovino raggiunto da Corriereuniv. “Il Movimento 5 Stelle è vicino alle istanze degli studenti, io stesso sono stato uno studenti fuori sede e so cosa significhi per molti dover pagare un stanza in città – dice -. Sono soddisfatto del risultato raggiunto; abbiamo dimostrato ai giovani che possono ancora credere nelle istituzioni che sono loro vicine”. Da più parti d’Italia gli universitari si erano mossi per chiedere un intervento del Governo. Alcuni studenti dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro si erano mobilitati per lanciare una petizione (che ha raccolto più di 80mila firme) su Change.org e chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la sospensione del pagamento del canone di locazione per gli studenti fuorisede che sono tornati nelle proprie regioni di residenza. A Pavia sono 23mila gli iscritti, di cui un terzo arriva da fuori regione. La sospensione dell’attività ha portato tutti a fare ritorno a casa subito nelle prime settimane del lockdown, con lezioni e anche esami a distanza. In parecchi hanno chiesto aiuto. “Misura va nella direzione giusta, ma sembrerebbe più una cifra simbolica che un vero contributo atto a sostenere gli studenti fuori sede in difficoltà – scrive in una nota l’Unione degli Universitari (Udu) -. Adesso è necessario lavorare per aumentare la platea dei richiedenti: una soglia di 15.000 punti ISEE non basta”. Il sindacato studentesco coordinato da Enrico Gulluni Unione degli Universitari (Udu) aveva lanciato una fotopetizione: “Bisogna risolvere il problema in prospettiva con investimenti per fare nuove case dello studente. Ricordo – conclude lo studente – che in questo decreto non c’è ancora un euro per l’edilizia universitaria”.

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