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Didattica a distanza: cresce la competenza digitale, ma aumentano stress e stanchezza

Quali frutti abbiamo raccolto dopo mesi di insegnamento a distanza? A tracciare un bilancio dell'e-learning che hanno dovuto affrontare studenti e prof nei lunghi mesi del lockdown per Covid-19 è "Emotion Revolution: Emozioni e Didattica a Distanza durante l'emergenza Covid-19", una ricerca qualitativa di Microsoft Italia, realizzata in collaborazione con PerLAB e Wattajob, che ha monitorato gli effetti emotivi della recente emergenza nel mondo della scuola.rep La situazione che abbiamo vissuto da marzo e fino al termine dell'anno scolastico ha portato insegnanti e studenti a dover rivoluzionare le proprie abitudini, applicando le proprie competenze in uno scenario completamente nuovo e ripensando l’approccio all’insegnamento e all’apprendimento. Anche le abitudini di molte famiglie sono cambiate profondamente, con un impatto inevitabile sul vissuto emotivo dei loro componenti.rep Ne emerge uno scenario luci e ombre, in un momento di ancora forte incertezza sul prossimo ciclo di studi. Se da un lato infatti la Didattica a Distanza (DaD) è stata indubbiamente fondamentale per garantire continuità ai ragazzi in piena emergenza, contribuendo a migliorare sensibilmente le competenze digitali sia tra studenti che tra i docenti, dall’altro sembra essere stata anche fonte di stress e stanchezza per entrambe le categorie. Segnale, questo, di come la scuola debba essere in primis un luogo di insegnamento e apprendimento fisico, dove il digitale è uno strumento che non vuole sostituirsi alla didattica tradizionale, ma integrarsi per un approccio più innovativo, dinamico e trasversale.   Il rapporto con la tecnologia I numeri rispecchiano vantaggi e svantaggi. l 70% degli insegnanti dichiara un miglioramento significativo nel loro rapporto con la tecnologia, che ha generato notevoli benefici nello svolgimento della professione: l’uso di strumenti digitali ha reso infatti i docenti più motivati (17%), più concentrati (9%) e più soddisfatti in generale del loro lavoro (9%). Altri punti di forza della DaD, sono stati un generale miglioramento della pianificazione della didattica (10%) e un’ottimizzazione dei tempi e costi (9%). Tuttavia, emerge tra una parte minoritaria degli insegnanti – il 14% - la difficoltà di coinvolgere in modo efficace gli studenti durante la lezione.   Capacità informatiche e coesione Lo sviluppo di competenze digitali da parte degli studenti è il primo vantaggio concreto delle lezioni a distanza secondo il 17% degli insegnanti e genitori che hanno partecipato alla survey, seguita dall’acquisizione di una maggiore autonomia nella fase di apprendimento, secondo il 9% del campione. I corsi da remoto infatti hanno permesso agli studenti, dai più grandi ai più giovani di acquisire capacità informatiche - dalla partecipazione a una riunione virtuale, alla creazione e condivisione di contenuti online - in tempi molto più rapidi, innescando un processo che li aiuterà nel loro percorso futuro. Un maggiore senso di coesione con docenti e compagni di classe invece è il terzo risultato positivo generato dalla DaD, secondo il 5% degli intervistati.In generale, i docenti italiani intervistati percepiscono all’interno della propria comunità scolastica un clima sostanzialmente positivo, che raggiunge un punteggio di 3,9 su una scala da 1 a 5 e rilevano un buon livello di soddisfazione (4,9 su 5) rispetto a questa nuova modalità di didattica.Ma su tutto pesa la mancanza di strumenti e infrastrutture adeguate – connessione internet non sufficiente e mancanza di dispositivi in alcune zone del Paese – che restano i principali ostacoli alla piena implementazione delle lezioni online. Tale problema è indicato dal 21% degli intervistati, seguito dal numero maggiore di distrazioni a cui sono soggetti gli studenti a casa, rispetto all’aula tradizionale (14%). Lezioni a distanza, fonte di stress  Stanchezza e stress, infine, sono le prime due emozioni negative legate all’uso della tecnologia che accomunano docenti e studenti, conferma che questa modalità di apprendimento sia stata introdotta in questa sua forma per far fronte all’emergenza e non possa sostituirsi completamente alla didattica in presenza che resta fondamentale e necessaria. Emerge così il bisogno di ripensare la didattica a distanza per poter essere integrata in modo permanente con la didattica tradizionale. Il vissuto emotivo Sebbene non siano mancate le emozioni positive - interesse, determinazione e speranza - il vissuto emotivo dei docenti è risultato, però, connotarsi in termini prevalentemente negativi: ansia, stanchezza e insicurezza si confermano le prime tre emozioni provate nel corso della pandemia. Dover far fronte tempestivamente a un nuovo modello di scuola (DaD) con mezzi e competenze non sempre adeguati, ha ulteriormente incrementato la complessità di questa fase emergenziale, portando i docenti a dover rapidamente riconvertire la propria capacità di gestione dei mezzi digitali. Noia, solitudine e confusione sono le prime tre emozioni negative provate invece dagli studenti.  È possibile che la scarsa esperienza dei docenti nello svolgere DaD non abbia favorito lo svolgimento di lezioni particolarmente coinvolgenti e interattive per i "nativi digitali". L’isolamento sociale, che ha caratterizzato questa fase, sembra aver giocato un ruolo altrettanto significativo nell’influenzare le emozioni degli studenti.L’incertezza verso l’organizzazione scolastica futura è poi la principale fonte di stress per i docenti intervistati (17%), seguita dal raggiungimento del work-life balance (15%) e dalla gestione dei carichi di lavoro (13%). In un momento di profondi cambiamenti organizzativi che la scuola italiana sta attraversando, i docenti hanno individuato, tra i principali fattori di stress, la mancanza di direttive puntuali e in tempi brevi da parte delle istituzioni rispetto a quella che sarà la futura riorganizzazione della scuola italiana."Durante questo momento così complesso per l’intero Paese, abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione digitale del sistema scolastico, impensabile fino a pochi mesi fa. Nonostante la scuola italiana fosse nella maggior parte dei casi in ritardo su competenze e strumenti digitali, la situazione di crisi ha dato un impulso decisivo per lo sviluppo di quelle conoscenze tecnologiche che, oggi, sempre più giocano un ruolo fondamentale nel mondo del lavoro e dell’educazione. Microsoft Italia ha aiutato scuole e università a dotarsi in tempi rapidi di tutto ciò che era necessario per le lezioni a distanza, facendo ecosistema con le istituzioni, le aziende, le associazioni e con i partner sul territorio e continueremo a farlo nei prossimi mesi, per accompagnare un rientro a scuola che tenga conto dell’esperienza digitale. Con questa ricerca, abbiamo voluto analizzare cosa ha funzionato e cosa no, affinché la tecnologia, nel lungo termine, possa essere integrata in modo davvero efficace nella didattica tradizionale per rinnovarla e migliorarla” ha commentato Elvira Carzaniga, Direttore della Divisione Education di Microsoft Italia. 145633019-931de460-12a2-4c63-905e-e0684e2b8bf5.jpg

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