A lezione tra gli alberi. In Appennino a Bologna spunta l'aula nel bosco

BOLOGNA - Il preside aveva messo avanti l'idea, visto che la scuola - 160 alunni dalla materna alle medie - è al bordo di un bosco: "Non è che si potrebbe fare lezione tra gli alberi?". Il sindaco, Alberto Nasci, civico eletto da un anno nel paese sull'Appennino bolognese da 1.800 anime, non ha perso tempo. Ha usato i fondi europei per la montagna e così a Castel D'Aiano è nata l'aula didattica tra querce e castagni.Le panchine in legno messe in circolo, grandi tavoli per lavorare a gruppi. E poi un percorso per i più piccoli: le casette delle fate, la capanna dell'uomo primitivo sino alle pietre-caverne che lì hanno forme strane, ribattezzate "la roccia di Munch". "Grazie al Comune abbiamo l'aula didattica più covid-free al mondo!" commenta soddisfatto il dirigente scolastico Carmelo Adagio. In questi giorni sta girando in bicicletta tra i suoi 12 plessi a Castel d'Aiano, Gaggio Montano e Lizzano per misurare i banchi e sistemare gli spazi. "L'aula didattica all'aperto ci aiuterà a partire bene, con tutti gli alunni presenti". La professoressa di italiano delle medie farà lezione lì dal primo settembre ai ragazzi che devono recuperare.Il preside è in ferie, "ma poi ti svegli di notte: e se non mi arrivano gli insegnanti che ho chiesto? Non ci dormi con questo pensiero". E così nei suoi giorni (pochi) di vacanza pedala tra un'aula e un'altra e misura, perché non si sa mai, il metro di distanza. "E' una corsa contro il tempo e ancora ci sono tanti nodi da sciogliere. Per esempio ancora non sappiamo dalla Ausl come fare se un bimbo ha la febbre". Il preside Carmelo Adagio Per le sue scuole Carmelo Adagio ha chiesto tre maestre per l'infanzia e due alla primaria. E sei bidelli, perchè nelle linee guida 0-6 anni hanno scritto che ce ne deve essere uno dedicato per ogni sezione. "E' la materna che mi preoccupa di più, se non arrivano gli organici aggiuntivi sarà un bel problema". Intanto c'è l'aula nel bosco. Quella dell'outdoor education era una delle strade indicate per la ripresa a settembre. Bologna è capofila di una rete di Scuole all'aperto. Sull'Appennino, a Marano, si fa già da anni, con i tronchi al posto delle sedie e i bambini che per far fuggire Ulisse da Calipso costruiscono la zattera coi legni o studiano le Metamorfosi di Ovidio sotto i cespugli. A Bologna la preside Filomena Massaro guida questa rete. Ed ora per le sue scuole dell'istituto comprensivo 12, le medie Farini e la primaria Marella e Viscardi, sta cercando in vista di settembre tronchi per farne degli sgabelli e tavoli. I primi contatti attivati sono stati con cooperative sociali che realizzano arredi in legno. "Ci siamo mossi con fondi ministeriali per l'emergenza Covid. Sarà fondamentale avere l'interlocuzione con l'ente locale per l'allestimento esterno. Lo abbiamo richiesto, speriamo che il Comune sia rapido nelle risposte in continuità con un interesse dichiarato sull'educazione all'aperto". 164102107-8b3ee126-0c45-4e38-8bd9-46e4fb232bcc.jpg

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