Test d'ingresso a Medicina: “Io positiva al Covid non posso farlo: qual è la mia colpa?” - CorriereUniv.it

Marta, come tanti altri ragazzi e ragazze, non potrà sostenere il test d’accesso alla facoltà di Medicina perché positiva al coronavirus. Ma è giusto escludere chi è “colpevole” di essersi ammalato? “Ho sempre voluto aiutare gli altri, chiediamo al governo una soluzione per non farci perdere un anno“ “Ci tenevo un sacco a fare il test per l’accesso a Medicina quest’anno e invece non posso perché sono positiva al coronavirus”. La storia di Marta (il nome è di fantasia) è la stessa purtroppo di decine di ragazze e ragazzi che avrebbero voluto sostenere il test d’ingresso all’università domani 3 settembre ma che si sono visti negare questa possibilità da un problema di cui non hanno colpe: hanno contratto il coronavirus. “Io sono in quarantena dal 14 agosto perché sono risultata positiva al tampone”, racconta Marta a Iene.it. Una scelta di responsabilità la sua, perché ha deciso di sottoporsi al test volontariamente essendo stata in vacanza come migliaia e migliaia di suoi coetanei: “Purtroppo non mi sono ancora negativizzata, e giustamente devo rispettare la quarantena”. Una quarantena che però la sta privando del suo sogno: “I test sono domani, e io non li potrò fare come tanti altri ragazzi. Ho sempre voluto aiutare gli altri, adesso la pandemia rischia di impedirmelo”. Mancano meno di 24 ore ai test e la soluzione non sembra essere all’orizzonte: “Il ministro ha detto che per ora siamo esclusi, che forse più avanti ci farà sapere ma è una situazione giuridica complessa e non c’è alcuna sicurezza di poter riprovare più avanti”. Marta, come detto, non è certo la sola a trovarsi in questa situazione: “Il ministero ha detto che non sanno quanti siamo a essere di fatto esclusi perché ci troviamo in quarantena. Già decine di ragazzi hanno scritto per chiedere di trovare una soluzione”.  Una soluzione che sarebbe dovuta, visto che non è certo colpa di questi ragazzi se sono stati contagiati: “Ci sono anche persone che stanno in quarantena per qualche familiare e magari sono negativi, ma non potranno comunque partecipare”. Per Marta essere esclusa sarebbe davvero dura: “Non è la prima volta che provo il test, quest’anno ero parecchio determinata a realizzare il mio sogno ma purtroppo mi sono trovata in questa situazione”. Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore, non ci sarà però nessuna sessione straordinaria: il problema sono i possibili ricorsi, che rallenterebbero il processo di selezione.  A chi potrebbe risolvere la situazione, il premier Conte e i ministri Speranza e Manfredi, Marta ha solo una richiesta da fare: “Per favore, trovate un modo per farci fare i test e non farci perdere un anno”.  E noi ci uniamo a lei nel chiedere alla politica una soluzione: è giusto punire due volte queste ragazze e ragazzi, “colpevoli” solo di essere stati toccati da questa pandemia? leiene

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