Suárez, rettore dell'Università statale di Perugia al direttore indagato: "Bisogna aiutarlo" - CorriereUniv.it

C’è chi deve studiare per anni e chi, invece, può direttamente chiamare il rettore “amico”. A questi livelli si è mosso chi ha aiutato Luis Suárez ad ottenere la cittadinanza italiana, tramite una certificazione della conoscenza della lingua rilasciata dall’Università per Stranieri di Perugia. Un giro che ha riguardato dirigenti di primo calibro della Juventus, particolarmente interessati a portare a Torino quello che si annunciava essere il colpo a effetto per la nuova stagione. E massimi dirigenti anche degli atenei di Perugia. Tutto si svolge molto rapidamente. Inizia a fine agosto quando Maurizio Oliviero, rettore della Statale, il principale ateneo di Perugia, chiama il direttore generale dell’Università per Stranieri, Simone Olivieri, ora indagato per corruzione. I due quasi omonimi sono entrambi sostenitori del club bianconero e, da tifosi, hanno parlato più volte del centravanti che potrebbe essere decisivo per il campionato che si aprirà di lì a breve. Oliviero, però, nella telefonata che fa all’amico è più specifico. Entra subito nel merito e aggiunge che per far sì che Suárez sia della squadra: “Bisogna aiutarlo”. La catena dei favori non si ferma a lui. Il rettore Oliviero (al momento non indagato) sarebbe stato sollecitato da un alto dirigente bianconero, anche lui deciso a portare rapidamente Suárez in squadra. Olivieri, il direttore generale, si muove e chiama la sua rettrice, Giuliana Grego Bolli, per spiegarle che la mossa sarebbe fondamentale per la squadra. “Il mio ruolo nella vicenda – afferma in una nota il rettore Oliviero – si è limitato a mettere in contatto il club calcistico con l’Università per stranieri di Perugia. Sono stato contattato da un conoscente, attualmente impegnato nell’entourage della Juventus […] – e conclude -. In nessuna occasione ho subito od operato alcuna sollecitazione, esplicita o implicita, che potesse lasciare intendere qualcosa di diverso rispetto alle semplici informazioni oggetto della conversazione”. È così che i due finiscono al centro dell’inchiesta perugina che procede per corruzione solo nei loro confronti, ipotizzando che proprio i due massimi dirigenti dell’ateneo per stranieri avrebbero accettato di aiutare il giocatore in cambio della promessa di un flusso costante di nomi di primissimo piano del mondo del calcio, interessati alla certificazione linguistica per ottenere la cittadinanza. Nomi della Juventus e, è ancora un’ipotesi di lavoro, anche di altri club. “Ci stanno chiedendo di fare in fretta”, si raccontavano gli intercettati, riferendosi all’interessamento della Juve. E i pubblici ministeri, guidati dal procuratore Raffele Cantone, lavorano proprio su questo nella loro indagine. Intanto emergono anche nuove frasi. “Tu sai che io ho buoni rapporti con la dirigenza della Juventus”,  spiega il rettore dell’università statale Maurizio Oliviero in una telefonata con Simone Olivieri, inquisito per corruzione, falso e violazione di segreto. Ma la procura guidata da Raffaele Cantone ora ha un altro aspetto da chiarire: nei traffici per aiutare il giocatore del Barcellona spunta anche il nome di Fabio Paratici, chief football officer della squadra, tra i massimi dirigenti della Juventus che al momento però non è indagato. Ed è ancora da chiarire se sia stato lui ad avviare l’affare. Quel che è certo, però, è che ad attivare addirittura il rettore è stato qualche dirigente torinese di primissimo piano.

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