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Scuola, gli stipendi di 70mila supplenti ora rischiano di slittare al 2021

Corsa contro il tempo delle segreterie scolastiche per garantire gli stipendi ai supplenti Covid. Se queste non faranno in fretta a caricare i dati nel cervellone ministeriale, 70mila tra bidelli e insegnanti vedranno i soldi a gennaio. Sembra questa la fine di una lunghissima telenovela iniziata lo scorso mese di maggio, col decreto Rilancio. In due diverse note, una del 18 novembre e l'altra del 24 novembre, il ministero dell'Istruzione annuncia che gli stipendi autorizzati entro l'11 dicembre rientreranno nell'emissione speciali del 14 dicembre, qualche giorno prima delle festività natalizie. Quelle autorizzate dopo l'11 dicembre slitteranno al 2021. Le segreterie che sono riuscite a caricare al sistema centralizzato del ministero le paghe entro il 24 novembre consentiranno ai fortunati supplenti di vedere la propria retribuzione nei prossimi giorni.Per tre mesi, dallo scorso mese di settembre, i 70mila supplenti previsti per consentire alle scuole di sdoppiare le classi e mantenere il distanziamento fisico tra gli alunni non sono stati pagati. La storia è abbastanza tormentata. I fondi previsti, un miliardo circa, sono stati distribuiti dapprima agli uffici scolastici regionali e poi, dopo un monitoraggio sulle esigenze dei diversi istituti, alle scuole che avrebbero dovuto stipulare i contratti. Ma ad ottobre si verifica un intoppo. "È emerso - spiega la Cisl scuola - che l'elaborazione del cedolino prodotto da NoiPA supera di circa 150 euro gli importi indicati nella tabella allegata al decreto interministeriale". Un errore che ha mandato in tilt l'intero sistema dei pagamenti e ha bloccato tutto in attesa di chiarimenti, arrivati da pochi giorni. Secondo la Flc Cgil, "è positivo che il ministero stia facendo tutti gli sforzi per accelerare i tempi della liquidazione degli emolumenti. Purtroppo, va sottolineata come, ancora una volta, i ritardi del ministero dell'istruzione e di quello dell'Economia (tre mesi) ricadano sulle scuole, costrette a lavorare di sabato e domenica per garantire il pagamento degli stipendi ai supplenti". Nella nota di tre giorni fa si legge infatti che "considerati i tempi contingentati, al fine di favorire l'autorizzazione dei ratei, l'applicazione "Gestione Contratti" rimarrà ininterrottamente aperta, anche nelle giornate di sabato e di domenica". "Un rimpallo di responsabilità tra ministeri - commentano dalla Uil scuola - che di fatto ha portato ad una situazione di stallo che ha lasciato per mesi migliaia di supplenti senza stipendio". Argomenti 104444012-f0a49bb8-ff4f-4006-b98e-ff189be5db57.jpg

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