Studiare e lavorare nel Regno Unito dopo la Brexit: il vademecum - CorriereUniv.it

Studiare e lavorare nel Regno Unito dopo la Brexit: il vademecum di Cambridge English A partire dal 1 gennaio 2021, a seguito dell’ufficialità della Brexit, le leggi che permettono l’ingresso dei cittadini europei nel Regno Unito sono cambiate. Prima di potersi trasferire Oltremanica, infatti, studenti e lavoratori dovranno da ora in avanti non solo richiedere un visto, ma anche dimostrare la propria conoscenza della lingua inglese. Per fare chiarezza sulle nuove normative e sui documenti necessari dal punto di vista linguistico, Cambridge Assessment English, che da oltre 80 anni opera come ente certificatore della lingua inglese nel nostro paese, ha stilato un piccolo vadecum dedicato proprio a chiunque voglia studiare e lavorare nel Regno Unito dopo la Brexit. Studiare nel Regno Unito: gradi inferiori a quello universitario Gli studenti che vogliono iscriversi a un corso di grado inferiore a quello universitario sono tenuti a presentare due documenti: un visto apposito e un certificato di conoscenza della lingua inglese. Per quest’ultimo è necessario sostenere e superare un esame incluso nella lista Secure English Language Test (SELT). Tra questi c’è lo IELTS for UKVI: l’International English Language Testing System for UK Visas and Immigration. Per il superamento dell’esame IELTS è necessario raggiungere un livello QCER pari almeno a B1 per ciascuna abilità, ossia almeno un punteggio da 4.0 a 5.0. Il test IELTS for UKVI può essere sostenuto presso un qualsiasi centro esami autorizzato. Studiare nel Regno Unito: grado universitario o superiore Gli studenti che, invece, vogliono iscriversi a un corso di grado universitario o superiore hanno a disposizione due opzioni. La prima è affidarsi a uno degli istituti sponsor riconosciuti per il visto e noti come Licensed Sponsors, che hanno facoltà di scegliere i parametri di valutazione delle competenze linguistiche. La seconda è conseguire la certificazione Cambridge English C1 Advanced o la C2 Proficiency, da sempre valide e riconosciute per le ammissioni o per il rilascio del visto. In alcuni casi, però, per presentare domanda di iscrizione a un corso universitario di primo livello, potrebbe essere sufficiente l’attestato IELTS,  riconosciuto da tutte le università del Regno Unito come documento in grado di dimostrare una sufficiente padronanza della lingua inglese. È fondamentale, quindi, consultare i siti dei singoli istituti per avere maggiori informazioni sulle modalità di ammissione. Lavorare nel Regno Unito I cittadini dell’Unione Europea (UE), dello Spazio Economico Europeo (SEE) e svizzeri che sono interessati a lavorare nel Regno Unito possono dimostrare le proprie competenze attraverso un esame SELT riconosciuto. Anche in questo caso, come per gli studenti, è consigliato il test IELTS, nel quale si deve ottenere un livello pari almeno al B1 in ciascuna abilità. Il test SELT, invece, non è necessario per i cittadini di un paese a maggioranza anglofona, per i lavoratori già in possesso di un titolo accademico conseguito in lingua inglese e se il livello è già stato raggiunto in occasione di una precedente domanda di immigrazione accettata. I requisiti, però, possono variare a seconda della tipologia del visto, quindi è importante consultare il sito UK Visas and Immigration per ottenere informazioni complete e aggiornate. Lavorare nel Regno Unito come professionisti sanitari Secondo una ricerca condotta nel gennaio 2020 dalla House of Commons Library, ben il 13,8% dello staff del National Health Service (NHS) appartiene a una nazionalità diversa da quella britannica. Tra le oltre 200 registrate, quella italiana è al settimo posto, con più di 6.500 operatori sanitari impiegati. È proprio per questa incredibile varietà che, in termini di visti e certificati linguistici, esistono delle regole specifiche per il settore. Nel caso di operatori sanitari sponsorizzati come medici, dentisti, infermieri e ostetrici, non è necessario essere in possesso di attestato SELT, a meno che non venga espressamente richiesto dal datore di lavoro. I professionisti sanitari non sponsorizzati, invece, possono sostenere un OET (English language test for healthcare professionals), una prova specifica per il settore sanitario, oppure possono ottenere un normale attestato IELTS. “Con l’avvio di Brexit, certificazioni e test diventano alleati fondamentali per chi sogna un percorso di studi e una carriera oltremanica. I cittadini UE, SEE e svizzeri potranno tranquillamente continuare a studiare, lavorare e vivere nel Regno Unito, perché oltre che a garantire le capacità del singolo, i nostri attestati rappresentano la prima scelta per gli istituti di istruzione superiore e sono riconosciuti nel mondo del lavoro in tutto il mondo”, spiega Nick Beer, Country Head in Italia di Cambridge Assessment English. “Cambridge Assessment English continuerà a supportare i propri alunni, a dimostrazione che con Brexit sono cambiate le regole e le modalità, ma le opportunità continueranno a esserci”. Leggi anche: Brexit, perché l’addio all’Erasmus “costerà caro alla Ricerca inglese” Brexit e Università, perché la Gran Bretagna non vuole più l’Erasmus+ Brexit non spaventa i giovani: il Regno Unito torna ad essere la meta più ambita dagli studenti Brexit, le università britanniche non sentono la crisi: aumentano le iscrizioni Brexit: “Fuga di massa dei cervelli dalle università”. A rischio soprattutto Economia e Lingue

Read more http://feedproxy.google.com/~r/CorriereUniversita/~3/5lseOnZu1gE/

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner o cliccando su OK acconsenti all’uso dei cookie.