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| Dal: | 2009-11-07 |
| LA PROTESTA DEGLI INSEGNANTI: UN PO’ DI INFORMAZIONE |
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| Scritto da Administrator |
| Giovedì 05 Novembre 2009 07:07 |
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In questi giorni stiamo assistendo a numerose e folkloristiche manifestazioni degli insegnanti, il più delle volte strumento mediatico dei sindacati di sinistra, tesi confermata dal fatto che tali manifestazioni sfociano sempre nel solito nostalgico festival delle canzoni di partito. Si è parlato a più riprese di episodi quali insegnanti romani in mutande, di Catania dove è arrivata anche l’occupazione dell’ufficio scolastico provinciale, a Benevento si sale sui tetti, a Palermo è sciopero della fame. Episodi oggettivamente inquietanti, che il più delle volte allontanano da quelli che sono i propositi di questa riforma. Citiamo un po’ di numeri, prendendo spunto da quelli forniti da una rivista non certo di parte come il Corriere della Sera: fonti del ministero affermano che i docenti precari che resteranno a casa dovrebbero essere in tutto 10 mila, circa 32 mila i posti lasciati liberi dai docenti andati in pensione, mentre i tagli ammontano a 42 mila posti. Ovviamente tutti questi lavoratori non verranno lasciati soli. Infatti il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini e il ministro del Welfare Maurizio Sacconi hanno messo a punto un piano salva-precari; da venerdì 25 settembre è entrato in vigore il decreto legge 134/2009 che assicura reddito e priorità nell'assegnazione delle nomine temporanee da parte dei presidi ai lavoratori che, quest'anno, non hanno ottenuto la conferma dell'incarico annuale. Tale decreto attuativo è rivolto a personale docente e personale A.T.A inseriti rispettivamente nelle graduatorie a esaurimento o permanenti, già destinatari nel precedente anno scolastico, di contratto a tempo determinato (annuale fino al 31 agosto o al termine delle attività didattiche fino al 30 giugno) e che, quest'anno, non abbiano potuto stipulare la stessa tipologia di contratto per carenza di posti disponibili, o lo abbiano stipulato per un numero di ore inferiore a quello di cattedra o posto in assenza di posti interi. I beneficiari delle nuove norme avranno diritto all'indennità di disoccupazione ordinaria pagata direttamente dall'Inps, a fine mese, con procedure semplificate. In più, ma sempre limitatamente all'anno scolastico 2009-2010, sarà garantita, pure, la precedenza "assoluta" (rispetto al personale inserito nelle graduatorie di circolo e di istituto) nelle chiamate per le supplenze temporanee per assenza dei titolari. E chi risponderà sempre "presente", avrà diritto, anche, al riconoscimento dell'intero anno di servizio ai soli fini dell'attribuzione del punteggio (12 punti) nelle graduatorie. Questi lavoratori potranno, inoltre, essere utilizzati fino a 8 mesi su progetti, finanziati e svolti in collaborazione con le Regioni, per attività di carattere straordinario, anche ai fini dell'adempimento dell'obbligo dell'istruzione. Numeri che oggettivamente illustrano una situazione che ben lontana appare da quella descritta con atteggiamenti irresponsabili ed imparziali da parte dei vertici dei sindacati politicamente orientati, e non c’è bisogno di inserire tante note a margine a tali dati per trarre delle conclusioni meno ostracizzanti riguardo all’operato del ministero.
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