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E’ proprio vero. Sulle vicende degli specializzandi in Medicina si potrebbe costruire la migliore serie Tv, caratterizzata da episodi all’altezza dei più appassionanti della nota serie Grey’s Anatomy, con un cast di tutto rispetto. Chi ci ha seguito nei precedenti numeri de “Il Sassolino” sa di cosa si tratta. Parliamo di quella che sembra essere una perversa maledizione che, ogni anno, colpisce i neolaureati in Medicina nel momento in cui si accingono a proseguire il loro iter di formazione con la Scuola di Specializzazione.
L’ennesimo ritardo del bando di concorso, la riforma che, con criteri ancora ignoti, accorpa in federazioni le scuole titolari di una sola borsa di studio; la sottrazione di 50 borse di studio ministeriali che ha visto alcuni Atenei graziati dalla forbice del Ministero mentre altri (e tra questi c’è anche il nostro Ateneo ) ricorrevano alla giustizia amministrativa per difendere la propria autonomia; arrivano le prime sentenze dei TAR a favore delle Università ricorrenti mentre le prove concorsuali si svolgevano regolarmente decretandone anche i vincitori. Ed è qui che la vicenda inizia a prendere una brutta piega. Infatti la riforma, che ha portato alla federazione di 14 Scuole di Specializzazione del nostro Ateneo con le università di Bari, Modena, Parma e Bologna, aveva dato il via ad una serie di incontri preliminari tra le parti coinvolte dall’accorpamento affinché sostanzialmente venisse garantito un regolare svolgimento del concorso, oltre a definire un accordo di collaborazione. Evidentemente tra Ancona e gli altri Atenei sono venuti meno i presupposti per questo tipo di collaborazione soprattutto alla luce dell’ultima sentenza del TAR del Lazio che riconosceva l’illegittimità della federazione imposta d’ufficio dal MIUR. Ed è cosi che è nata la lunga diatriba che ha tenuto in sospeso una decina di ragazzi vincitori di concorso, colpevoli solo di aver scelto come destinazione il nostro Ateneo e per questo impossibilitati nel prendere servizio, perché di fatto congelati non solo per la sospensiva concessa dal TAR, ma soprattutto per l’immobilismo delle Amministrazioni coinvolte, che hanno evitato qualsiasi tipo di iniziativa per non indebolire le rispettive posizioni nei confronti dell’azione legale in corso contro il Ministero. Una situazione paradossale che abbiamo denunciato anche nell’ultimo consiglio studentesco (prima della pausa estiva) e che ha portato una rappresentanza di questi ragazzi ad incontrare il nostro Rettore per capire il motivo di tanta indifferenza nei loro confronti. Ci è dispiaciuto constatare come la nostra Amministrazione, sempre attenta e disponibile nei confronti di noi studenti, non abbia avuto un atteggiamento di tutela nei confronti di questi ragazzi, la maggior parte dei quali sono dei nostri laureati o più semplicemente delle “matricole” ( per usare un termine alla GREY’S ANATOMY) che magari da diverso tempo erano costrette ad aspettare il loro turno per entrare nel girone degli specializzandi. Ma ancora più paradossale è che a sanare questa situazione (forse) ci ha pensato il Consiglio di Stato il quale, ribaltando il verdetto dei Tribunali Amministrativi Regionali interpellati, ha messo una parola fine a questa ridicola situazione….almeno in parte. Infatti da un recente monitoraggio sembra che tutti i ragazzi abbiano completato le pratiche di immatricolazione presso le università capofila di appartenenza e che tutto si stia risolvendo per il meglio, seppur lentamente; ma sono ancora tante le lacune organizzative che pesano sulle tasche degli specializzandi. Resta da capire, infatti, come mai chi sceglie come destinazione “operativa” la sede di Ancona, sia costretto a spostarsi frequentemente nella sede capofila (Bari, Modena, Parma o Bologna) per seguire corsi di formazione sulla sicurezza, lezioni o per sbrigare altre pratiche quando ci sembra che Ancona sia dotata di strutture e di personale in grado di organizzare e gestire queste situazioni. Come mai una sede operativa non può essere anche una sede logistica per la formazione degli specializzandi federati? E’ costituzionalmente accettabile questa diversità di trattamento tra chi frequenta una Scuola di Specializzazione federata e chi magari ha avuto la fortuna di entrare in una scuola libera da ogni tipo di vincolo con altre sedi universitarie? Proveremo ad esprimere le nostre perplessità a chi di dovere, nel frattempo diciamo che questo modo di contenere la spesa pubblica non ci piace affatto, specialmente se poi pesa sulle nostre tasche, già così provate da questo periodo di crisi!
P.S.: Tanto per aggiungere altri ingredienti nella già condita disavventura, sembra che alcuni di questi specializzandi, immatricolati nei tempi previsti dal bando di concorso, abbiano iniziato la loro attività lavorativa dal 30 Giugno ma rischiano di essere pagati dal mese di Settembre, periodo in cui la sentenza del Consiglio di Stato ha definitivamente sciolto ogni dubbio sul loro destino.
Mario Pietro Luminoso
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