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La prima cosa bella

Mentre la gente al botteghino si accalcava per accaparrarsi un ticket del fenomeno da baraccone supertecnologico Avatar, tra gente che strillava ed occhialini colorati svolazzanti da una sala all’altra, con estrema serenità ci dirigiamo verso la più bella sorpresa di questo inizio 2010,... Leggi tutto...
MUSE "THE RESISTANCE"

Partiamo dalle cose negative: tutto l’album esclusa la coraggiosa sinfonia finale. In realtà, per un ascoltatore novizio di questo gruppo rock, ciascun album ha sempre un effetto estremamente coinvolgente. Le articolazioni degli arrangiamenti, sempre più corposi e ultimamente sempre più... Leggi tutto...
BAARIA

 "Baaria è un suono antico, una formula magica, una chiave. La sola in grado di aprire lo scrigno arrugginito in cui si nasconde il mio film più personale. Una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie. Una leggenda affollata di eroi... Baaria è anche il nome di un... Leggi tutto...
Evergrey - Torn

Una recensione  in ritardo su queste pagine per motivi legati all’uscita quasi simultanea con “All Hope is Gone”,  ma questo non puo’ dettare silenzio su un capolavoro come Torn.Evergrey, la band progressive power metal svedese si ripresenta al pubblico con un album che non dimenticheremo... Leggi tutto...
SETTE ANIME

Cominciamo dalla cosa più brutta del film , e cioè la traduzione del titolo in italiano, frutto di quella pessima abitudine che abbiamo nel nostro paese di tradurre anche l’intraducibile. Il titolo originale,  Seven pounds,  peraltro citazione shakespeariana, afferra perfettamente quello che... Leggi tutto...

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Il futuro? Una sfida da vincere

Sembra essere una metodologia consolidata quella dei nostri “compagni” del Gulliver, di strumentalizzare qualsiasi cosa risulti essere contrastante con le loro idee politiche.Per l’ennesima volta, infatti, anche grazie alla segnalazione di alcuni studenti, ci troviamo costretti a far capire... Leggi tutto...
CNSU Un po' di informazione

Il 12 e 13 maggio si terranno nel nostro Ateneo, le elezioni universitarie che oltre ad eleggere i rappresentanti nel Consiglio di facoltà e nel Consiglio Studentesco, rinnoveranno le cariche del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Leggi tutto...
Elezioni universitarie: un nuovo regolamento che mortifica la democrazia

Un titolo d’impatto, molto forte. Questo è quello che serve per descrivere la recente discussione in Consiglio Studentesco sul “Regolamento per l’elezione delle rappresentanze degli studenti”.Non tutti sanno che a Maggio saremo chiamati a votare per il rinnovo delle rappresentanze in seno... Leggi tutto...
CUS: obiettivi raggiunti

Dopo quasi 3 anni di riunioni, discussioni e incomprensioni nel C.S.U (comitato dello sport universitario organo dell’UNIVPM, composto da rappresentanti del CUS, Università, CRUA e studenti), abbiamo raggiunto dei grandi obiettivi; la quasi completa omologazione del campo da calcio a 11 che era... Leggi tutto...
Atenei in allarme rosso

Tranquilli, l'allarme rosso questa volta non si riferisce al fatto che i baronati universitari sono troppo orientati a sinistra, ma alla catastrofe in arrivo per le finanze degli Atenei italiani (almeno a detta del Presidente della CRUI Enrico DeCleva), ormai sull'orlo della bancarotta. Le funeste... Leggi tutto...
10 Febbraio: giornata del ricordo

Ricordare e basta è come dimenticare…La legge 92 del 30/03/2004 ha istituito la Giornata del ricordo “al fine di conoscere, rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe…”Dopo cinquanta anni di oblio, il nostro Paese ha scelto di restituire dignità... Leggi tutto...
Povera Italia, dove i killer diventano eroi

In una società allo sfascio vince il fascino dell'eroe negativo.Tra le popolazioni primitive, quelle che gli antropologi dell'Ottocento definivano "selvagge”, era diffuso il rito di ornarsi con un oggetto appartenuto al forte nemico vinto: i capelli presso gli indiani, un dente tra gli aborigeni... Leggi tutto...
La rivolta dei ghetti

E' accaduto di nuovo, questa volta nella civilissima Milano, in Via Padova:La vittima Aziz El Saied, Egiziano, 19 anni, immigrato clandestino, pugnalato a morte per futili motivi, forse un piede pestato in autobus, un altro suo suo compagno picchiato; gli aguzzini questa volta, un gruppo di ragazzi... Leggi tutto...
Da quartiere a ghetto

Dopo quello che è accaduto in Via Padova a Milano molti hanno cominciato a guardarsi intorno e hanno finalmente aperto gli occhi, rendendosi conto che il processo di ghettizzazione dei quartieri italiani sia iniziato dappertutto.Ma come è possibile che un quartiere rispettabile si possa... Leggi tutto...
INFLUENZA A: IL WALZER DELLE PSICOSI

Ormai ne parlano tutti i Tg, ne parlano i giornali, ne parlano le riviste soprattutto non specializzate, ne parlano i politici. Sono state avanzate più di una teoria scientifico-complottistica, a tratti virando persino verso l’ipotesi catastrofista di una drastica quanto rapida diminuzione della... Leggi tutto...
Pasquale Rotondi: l'eroe dell'arte

La storia è un capolavoro eternamente incompleto. E’ quello che deve aver pensato il sindaco di Sassocorvaro quando si rese conto di essere stato il primo fuori dalle mura vaticane, dopo 50 anni, ad aver ricordato quanta importanza ha avuto il ruolo di Pasquale Rotondi per l’arte... Leggi tutto...
BOSSA

Ancora tuA profumare le mie nottiDi pelle e di lacrimeDi buio e di rumoriDi note e di sapori Ancora tuA combattere la mia logicaCon i tuoi sguardia distruggere il mio equilibriocon le tue mani Sempre tuDove la mia fioca voce Non ti raggiungeNon più forte gridoDi queste piccole silenziose righe.... Leggi tutto...
Milonga

Non bastano le paroleEsse sono testimoni di un attimoUn passo di danza dai ritmi variabiliChe si adagia su traiettorie circolariDi questo tempo senza fineDi questo inchiostro senza paceChe come un torrente si nutreDelle incessanti pioggeDi queste notti di giugno. Non bastano le... Leggi tutto...
100 anni di Futurismo, 1 anno di oblio

Chissà 100 anni fa quanti, fra intellettuali o semplici cittadini, nel febbraio del 1909, leggendo quanto scritto sul manifesto futurista, avranno pensato a quale grado di follia fosse arrivato il suo firmatario, un tale Filippo Tommaso Marinetti. Ed effettivamente non è del tutto errata una tale... Leggi tutto...
Bari, 9 maggio 2009

Eccomi, dopo quasi quattro ore di treno, partita da Ancona in orario, arrivare a Bari, per passare un bel weekend con amici. Viaggio lungo, costellato di bellezze autoctone che osservavo dal finestrino, all’arrivo in Puglia, in particolare. Sebbene  sia cresciuta nelle Marche, i miei genitori... Leggi tutto...

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Scritto da Caporedattore   
Giovedì 05 Novembre 2009 07:19

 "Baaria è un suono antico, una formula magica, una chiave. La sola in grado di aprire lo scrigno arrugginito in cui si nasconde il mio film più personale. Una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie. Una leggenda affollata di eroi... Baaria è anche il nome di un paese siciliano dove la vita degli uomini si dipana lungo il corso principale. Ma percorrendole avanti ed indietro per anni, puoi imparare ciò che il mondo intero non saprà mai insegnarti”.

 

Così Giuseppe Tornatore definisce la sua ultima opera, ed è dalle sue stesse parole che si percepisce il profumo di colossal che caratterizza questa pellicola. Una pellicola,  in realtà,  i cui ambiziosi intenti sono stati un presupposto per la sua stessa realizzazione. Come infatti il regista ha più volte dichiarato, questo film era tra i suoi progetti già da tempo, forse il suo principale progetto, dato che più volte ha sostenuto di voler dare vita a questo film in età più matura. È non è un caso che il desiderio di Tornatore fosse quello appena accennato; in questa pellicola infatti il regista siciliano ha cercato di racchiudere tutti gli elementi tipici delle sue pellicole, cercando di operare con un processo di sintesi che generasse il suo “prodotto perfetto”.

Palese appare il tentativo di riprodurre la struttura e la fotografia di “nuovo cinema paradiso”, la poesia de “la leggenda del pianista sull’oceano”, il forte regionalismo di “malèna”. A rafforzare il suo progetto viene chiamato anche un cast d’eccellenza della cinematografia italiana, che vedi più volti noti del nostro cinema alternarsi in una serie di cammei.

Ma l’intento totalitario del film viene fuori soprattutto nell’altrettanto ambiziosa trama: Baaria vuole essere il ritratto di 50 anni di storia disegnati su una piccola tela, il comune di Bagheria appunto, attraverso i tipici colori di una famiglia locale che per tre generazioni ne traccia i contorni tra storie d’amore, vicissitudini politiche e sociali che quotidianamente si generano tra le spigolose viuzze di un borgo in continua trasformazione.

Il protagonista del film,  Peppino Torrenova (interpretato da Francesco Scianna), appartenente alla seconda generazione, diventa un po’ il narratore di questo lungo racconto, un narratore che, in una pellicola dalla continua evoluzione, rappresenta il collante di tutta la trama, che lo vede protagonista dalla sua infanzia fino all’età matura.

È difficile dare altre informazioni sulla trama: si ha infatti la sensazione che la pellicola viaggi su due binari paralleli: da un lato si pone l’attenzione sulle vicende del protagonista e della sua famiglia, che a tratti (ed in maniera discontinua),  si fa più incisiva; dall’altro si sposta completamente l’attenzione, che viene focalizzata più sulla descrizione del contesto storico e locale più che sulle vicende dei protagonisti. Questo appare un limite, poiché  l’intento totalitario di Tornatore finisce per non dare una linea precisa al film, restituendone una trama fortemente frammentata, che quasi scompare rispetto alla potenza ed alla qualità delle altre caratteristiche, quali la sceneggiatura, l’inconfondibile fotografia; caratteristiche che da tempo hanno fatto di Tornatore un maestro di livello internazionale. Ma se queste caratteristiche, nei suoi precedenti capolavori, andavano a potenziare una trama già forte, in questo ultimo suo lavoro finiscono per schiacciarla. L’elemento famiglia in questo film, infatti, non appare così forte come l’elemento cinema nel “nuovo cinema paradiso”, che, al contrario, riesce in maniera costante a tenere saldamente le redini della trama, nonostante le continue evoluzioni, per tutta la durata della pellicola. Il film diventa quindi una successione di colorati scorci tratteggiati dentro e fuori le mura di casa, più o meno discontinui, ma non certo sgradevoli; un effetto probabilmente voluto dallo stesso regista, che lascia allo spettatore la possibilità, attraverso l’epilogo probabilmente inevitabile,  di poter  trarre una propria, intima conclusione.

Andrea Giuliano

 
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