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Questa volta vogliamo occuparci della promozione dell'Associazione Donatori Midollo Osseo, in modo da sensibilizzare gli studenti ad un tema molto importante come quello della donazione, la maggior parte delle informazioni è stata reperita tramite volantino dell'Admo e il sito internet ufficiale www.admo.it
L'ADMO ha come scopo principale informare la popolazione italiana sulla possibilità di combattere varie malattie come le leucemie, i linfomi, il mieloma e altre neoplasie del sangue attraverso donazione e trapianto di midollo osseo. Sono molte le persone che ogni anno in Italia necessitano di trapianto, ma purtroppo la compatibilità genetica è un fattore estremamente raro, che ha maggiori probabilità di esistere tra consanguinei. Per coloro che non hanno un donatore consanguineo, l'unica speranza di trovare un midollo compatibile per il trapianto è dunque legata all'esistenza del maggior numero possibile di donatori volontari di cui cioè sono già note le caratteristiche genetiche, registrate in una banca dati. ADMO fornisce agli interessati tutte le informazioni sulla donazione del midollo osseo e invia i potenziali donatori ai centri trasfusionali del Servizio Sanitario Nazionale, presso i quali vengono sottoposti alla tipizzazione, che avviene con un semplice prelievo di sangue. I dati vengono poi inviati al Registro Italiano Donatori Midollo Osseo (IBMDR), nel più assoluto rispetto della normativa sulla privacy. Risposte alle domande più comuni Cos’è il “midollo osseo” utilizzato per il trapianto? Il midollo osseo non è il midollo spinale. Il midollo osseo utilizzato per il trapianto (detto in termine tecnico "midollo emopoietico") si presenta alla vista come sangue ed ha il compito di formare nuove cellule sanguigne (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) in sostituzione di quelle che muoiono naturalmente e terminano la loro funzione (questo processo di generazione è detto emopoiesi). La cellula staminale emopoietica è una cellula quindi non ancora differenziata, pluripotente, capostipite di tutti gli elementi fondamentali del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine; purtroppo in molte malattie del sangue, come in alcune forme di leucemia, il midollo osseo perde questa funzione emopoietica, ed è qui che entra in gioco la possibilità di donazione esterma di midollo osseo che rimpiazzi col tempo il midollo malato. Le cellule staminali emopoietiche del midollo osseo, consentono inoltre l'impiego di dosi elevate di chemio-radioterapia nella terapia dei tumori in genere, trattamenti che hanno come effetto collaterale, tra l'altro, la distruzione delle cellule midollari. Come si fa diventare donatori di midollo osseo? Per diventare donatori di midollo osseo è necessario presentarsi, presso un Centro Donatori che aderisce al progetto, per sottoporsi al prelievo di un campione di sangue; i risultati delle analisi verranno poi inseriti in un archivio elettronico gestito a livello regionale e a livello nazionale. In seguito, al riscontro di una prima compatibilità con un paziente, il donatore sarà chiamato a ulteriori prelievi, sempre di sangue, per definire ancora meglio il livello di compatibilità. Il donatore di midollo osseo è pertanto un donatore atipico, che offre la propria disponibilità, nel caso raro di compatibilità con un paziente, a sottoporsi, nel più vicino centro autorizzato, al prelievo, che seppur fastidioso non comporta alcuna conseguenza per la salute. La sua disponibilità, gratuita e anonima, non ha limiti geografici; viene, infatti, a far parte dell'insieme dei donatori di tutto il mondo. Il più delle volte, purtroppo, il donatore selezionato è l'unico al mondo a essere compatibile con quel malato. Chi può candidarsi come donatore di midollo osseo? Qualunque individuo di età compresa tra i 18 anni e preferibilmente i 35 anni, che abbia un peso corporeo superiore ai 50 kg, può essere un donatore di midollo osseo, purché, ovviamente, non sia affetto da malattie del sangue, da malattie croniche gravi o da altri gravi forme infettive (AIDS, epatite, ecc.). La disponibilità del donatore resta valida fino al raggiungimento dei 55 anni. A che cosa è sottoposto il donatore che viene trovato “compatibile” con un paziente? Il prelievo delle cellule staminali emopoietiche può avvenire secondo due diverse modalità. La scelta dipende dalle indicazioni del trapiantologo, in base alle necessità del paziente e dalla disponibilità del donatore alla tipologia richiesta. La prima modalità di donazione è quella più “antica”, consistente cioè nel prelievo di midollo osseo dalle creste iliache posteriori (appena sopra il bacino) e richiede la ospedalizzazione del volontario. Il prelievo avviene nel più vicino centro autorizzato, in anestesia generale o epidurale, con un intervento della durata media di circa 45 minuti. La procedura prevede dei rischi minimi legati all'anestesia e alla modalità di raccolta. Dopo il prelievo il donatore è tenuto normalmente sotto controllo per 48 ore prima di essere dimesso e si consiglia comunque un periodo di riposo precauzionale di 4-5 giorni. Il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente in 7-10 giorni. Il donatore generalmente avverte solo un lieve dolore nella zona del prelievo, destinato a sparire in pochi giorni. La seconda modalità è la donazione di cellule con prelievo da sangue periferico dopo stimolazione con fattori di crescita ematopoietici, e il prelievo avviene in aferesi, impiegando separatori cellulari: il sangue, prelevato da un braccio, attraverso un circuito sterile entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto del sangue viene reinfuso dal braccio opposto. È possibile candidarsi per una seconda donazione? Il nostro organismo è in grado di sopportare più di una donazione di midollo osseo ma il Registro Italiano Donatori Midollo Osseo (IBMDR), in collaborazione con il Gruppo Italiano Trapianti Midollo Osseo (GITMO), ha stabilito che i donatori volontari non verranno più inseriti nel Registro dopo aver effettuato una donazione, a tutela dei donatori stessi. Unica possibile eccezione, in caso di fallimento del primo trapianto, un'ulteriore donazione a favore dello stesso paziente.
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