Formula sae un’occasione per crescere… Stampa
Scritto da Caporedattore   
Venerdì 05 Maggio 2017 08:59

Da alcuni anni la nostra Università ha intrapreso il progetto Formula Sae, una competizione riservata agli studenti universitari, dove quest’ultimi possono mettere in pratica il frutto del loro percorso di studio. Era il 1981 quando la SAE ( Society of Automotive Engineers) promosse tale evento con l’aiuto delle varie associazioni ingegneristiche di tutto il  mondo. Le gare si svolgono in vari mesi dell’anno, in particolar modo nei mesi estivi, nei maggiori autodromi internazionali, come: Silverstone, Hocknheim, Catalogna, Autodromo Riccardo Paletti, Michigan International Speedway. Per parteciparvi le squadre devono realizzare una monoposto che rispetti le norme previste dal regolamento della SAE, relativo alle  competizioni a cui si può prendere parte, la combustion engine e la neo nata electic engine. Per poter accedere alla pista, la monoposto deve risultare idonea ad ardui test di ammissione, rispettivamente: Break test, Tilt test, Noise Test, Technical Ispection. Nella technical ispection la vettura viene letteralmente “smontata” dai giudici di gara per verificare se rispetta i vincoli regolamentari; in caso negativo è possibile apportare modifiche ad essa altrimenti non si può accedere alla pista.


Nel break test viene valutata l’efficienza dell’impianto frenante, la monoposto deve arrestarsi in un certo spazio arrivando al blocco delle ruote.
Nel noise test viene verificato il livello di inquinamento acustico ai bassi ed alti giri motore; per quanto concerne il tilt test ci si assicura che non vi siano perdite di liquidi dalla monoposto. Superati i test, la vettura dovrà gareggiare su quattro diverse categorie, in ognuna delle quali verranno assegnati dei punteggi in base alla posizione in classifica raggiunta, esse sono: Acceleration,  Ski-pad, Endurance and fuel economy, Autocross.
Acceleration:  la vettura deve accelerare per 75 metri lungo un percorso rettilineo su superficie piana. La prova è divisa in due batterie, che devono essere corse da due differenti piloti, ognuno dei quali ha a disposizione due tentativi. Il punteggio è determinato dalla differenza tra il peggiore e il migliore tempo assoluti registrati, tenendo presente che il tempo più alto preso in considerazione dai giudici non deve superare i 5.8 secondi, pari ad una velocità media di 46.55 km/h.
Skid-Pad: La prova valuta la capacità in curva della vettura. Il tracciato richiama la figura di un 8 con due cerchi di 15.25 metri, al cui centro è posta la linea di partenza/arrivo e delimitati da sedici piloti nel lato esterno e sedici lungo il lato interno di ciascun cerchio. La vettura, una volta entrata nel percorso, deve compiere un giro del cerchio destro, per stabilire il senso di marcia, al termine del quale deve compierne un secondo, il quale viene cronometrato dai giudici. Terminato il secondo giro, la vettura deve spostarsi nel cerchio sinistro per effettuare due ulteriori giri, il secondo dei quali viene cronometrato. Ultimato il quarto giro, la macchina lascia il tracciato, nella stessa direzione da cui è entrata. La prova è divisa in due fasi, che devono essere corse da due differenti piloti, ognuno dei quali ha a disposizione due tentativi. Il punteggio è determinato sulla capacità di accelerazione laterale.


Autocross: è una prova di sprint da eseguire su due giri di circuito per valutare la maneggevolezza della vettura. Il circuito è disegnato in modo da ottenere velocità medie comprese tra i 30 ed i 40 km/h e comprende brevi rettilinei (non più di 60m), curve a raggio costante (da 23 a 45 m di diametro), tornanti (9 m di diametro esterno minimo), slaloms (coni a distanza compresa tra 25 e 40 m), chicanes e curve a raggio variabile. Per il punteggio vale il miglior tempo su due prove effettuate da piloti diversi.
Endurance and fuel economy: La prova di endurance è l'evento che chiude il week end di gare e mira a valutare le performance complessive del prototipo. Per questo motivo, rappresenta, senza dubbio, l'evento principale di una competizione Formula SAE. Si svolge lungo un tracciato molto simile a quello in cui si corre la prova di autocross, per un totale di 22 km. Ai componenti del team non è permesso di intervenire sul veicolo durante lo svolgimento della prova, mentre è previsto un cambio di pilota a metà prova, durante un periodo di sosta di tre minuti. L'ordine di partenza viene stilato in base ai risultati dell'autocross, con il team più veloce primo a scendere in pista, seguito dal secondo e così via, scorrendo la classifica. Il tempo complessivo dell'endurance è dato dalla somma dei tempi di ciascun pilota, cui vanno a sommarsi le eventuali penalità, comparato con quello del team più rapido in pista. Un massimo di 300 punti è disponibile per questo evento.
Nello stesso contesto dell'endurance viene stilata una classifica e conseguentemente assegnati dei punti, per la fuel economy. Il risparmio di carburante rappresenta un aspetto fondamentale in molte forme di competizione motosportiva, oltre a mostrare quanto efficacemente sia stata preparata la vettura. Durante l'endurance non è consentito per questo alcun rifornimento di carburante. Il punteggio è basato sul conteggio della media di litri di carburante per chilometro durante la prova di endurance.
La nostra università è risultata dopo un avvio un po' difficile, dettato più che altro dall’inesperienza, tra le squadre più competitive  d’Italia, prova ne è che in soli 3 anni occupa la posizione numero 225 del Ranking mondiale su 530 squadre iscritte. I risultati sin qui ottenuti sono il 3° posto nella gara di accelerazione in Rep. Ceca lo scorso anno e la vittoria nella parte economica nella formula SAE east svoltasi in Ungheria sempre lo scorso anno. Da ex membro del team consiglio vivamente a tutti gli studenti di tutte le Facoltà di Ingegneria di intraprendere tale percorso formativo, non solo per le emozioni che esso regala ma soprattutto perché consente di toccare con mano ciò che il mondo lavorativo richiede. Non mancano ovviamente le difficoltà, dovute soprattutto  all’inesperienza ed anche un po' alla mancanza di organizzazione  ma le prospettive di crescita per la nostra Università e del suo piccolo team sono veramente altissime. Mi auguro che la città in primis e l’Università al seguito, si accorgano di questo piccolo tesoro nascosto nell’officina della Facoltà di Ingegneria, in modo tale da fornire una validissima rampa di lancio per gli ingegneri del domani.

The king of sweden   

Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Maggio 2017 19:36
 
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