Il futuro? Una sfida da vincere Stampa
Scritto da Caporedattore   
Giovedì 25 Marzo 2010 14:21

Sembra essere una metodologia consolidata quella dei nostri "compagni" del Gulliver, di strumentalizzare qualsiasi cosa risulti essere contrastante con le loro idee politiche.
Per l'ennesima volta, infatti, anche grazie alla segnalazione di alcuni studenti, ci troviamo costretti a far capire come qualcuno, con l'avvicinarsi delle elezioni universitarie, si diverta ad inasprire il clima politico cercando, volutamente, di distorcere la realtà  dei fatti.
Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Nel mese di gennaio si è concluso l'iter di approvazione dell'offerta formativa prevista per il nuovo anno accademico 2010/2011 che, in ottemperanza a quanto previsto dall'applicazione del D.M. 270/04, dei requisiti del D.M. 544/07 e della nota 160/09, introdurrà  le seguenti novità  per la Facoltà  di Ingegneria:

Accorpamento corsi di laurea Magistrale di Ingegneria Elettronica e Telecomunicazioni;
Accorpamento corsi di laurea Magistrale di Ingegneria Informatica e dell'Automazione Industriale;
Eliminazione dei Curricula delle LaureeTriennali e Magistrali;
Disattivazione corso di laurea in Ingegneria e Gestione della Produzione (Pesaro);
Disattivazione corso di laurea Magistrale di Ingegneria Biomedica e creazione di un curriculum all'interno del corso Magistrale di Ingegneria Elettronica.

In sede di discussione Noi di Università  Europea-Azione Universitaria abbiamo espresso parere favorevole in quanto crediamo che questa programmazione, oltre a rispondere a dei requisiti di sostenibilità  e qualità  dell'offerta formativa, nasce dall'osservazione dell'andamento delle immatricolazioni che vede un calo sensibile nel passaggio dalla Triennale alla Magistrale, come nel caso della laurea in Ingegneria Biomedica.
Questo dato trova un riscontro nell'esperienza diretta di molti studenti i quali, una volta terminati gli studi della Triennale, preferiscono conseguire la formazione Magistrale in altre sedi universitarie, centri di eccellenza, dove la qualità  del percorso formativo garantisce una maggiore spendibilità  della laurea conseguita.
A questo aggiungiamo la considerazione che la disattivazione della Magistrale in Biomedica non comporterebbe alcun tipo di limitazione per gli iscritti al corso di laurea in quanto, per legge, verrebbe garantito il completamento del percorso di studi, mentre, per quelli che, laureandosi alla triennale di Biomedica, decidessero di rimanere ad Ancona ci sarebbe la possibilità  di iscriversi alla Magistrale in Ingegneria Elettronica all'interno della quale sarà  attivato un curriculum per i biomedici.

Per quanto riguarda invece la questione ACCORPAMENTI, siamo consapevoli della necessità  di dover instaurare un confronto serio e costruttivo con le componenti accademiche affinché i percorsi formativi proposti siano qualificati ed adeguati alle esigenze del mondo del lavoro.

Evidentemente il nostro punto di vista non era condivisibile, per cui la discussione che è scaturita tra le varie rappresentanze ha portato il Consiglio Studentesco ad esprimersi a maggioranza in maniera contraria.

Ciò nonostante qualcuno, cavalcando l'onda della comprensibile ed evidente emotività  suscitata da una questione delicata come questa (ovviamente spendibile in chiave elezioni) e nascondendosi dietro una cieca politica dei NO SENZA SE E SENZA MA, vuole attribuire ai rappresentanti di Azione Universitaria una responsabilità  diretta nella determinazione dell'offerta formativa della Facoltà  di Ingegneria.
Sebbene siamo onorati che alla nostra lista venga attribuito tanto potere, tuttavia siamo costretti a rassicurare i nostri "colleghi" che il loro è stato un enorme abbaglio e che le considerazioni che ci portano a voler abbandonare lo status quo scaturiscono da un analisi molto più critica e costruttiva delle loro ideologie politiche.

Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un susseguirsi di riforme degli ordinamenti didattici che, se da un lato si ponevano come obiettivo un miglioramento del sistema universitario in termini di qualità  della formazione oltre che di efficienza ed efficacia della stessa nel rispetto degli standard europei e delle esigenze del mercato del lavoro, dall'altro, con l'attuazione dell'autonomia didattica degli Atenei, hanno determinato un aumento dell'offerta formativa e dei costi di gestione senza un reale riscontro positivo in termini di risultati conseguiti.
Anzi, per sopperire a tale mancanza, si è pensato bene di aumentare l'appetibilità  di alcune offerte formative, ricorrendo ad una (eccessiva) semplificazione dei percorsi didattici che, oltre ad un immediato beneficio in termini di aumento di immatricolazioni, ha comportato un altrettanto immediato svilimento della qualità  della didattica.

Evitando di addentrarci nel campo degli sprechi perpetuati in diversi anni di proliferazione di sedi decentrate, di corsi di studio e di insegnamenti, facendo le dovute distinzioni sulle diverse realtà  che, nel rispetto dell'autonomia, hanno invece gestito in maniera virtuosa le risorse pubbliche messe a disposizione, ci sembra giusto e doveroso condividere questa politica di razionalizzazione e qualificazione dell'offerta formativa, nell'ottica di un rinnovamento del sistema universitario che sia in grado di adeguarsi alle nuove esigenze formative.

Per troppo tempo la cultura di "massa" ha legittimato un modello di istruzione non meritocratico che era finalizzato al conseguimento del famoso "pezzo di carta" senza garantire alcuna spendibilità  nel mondo del lavoro.
Ma i tempi sono cambiati e la società  globale in cui viviamo, ci costringe quotidianamente a confrontarci con "competitors" sempre più agguerriti e sempre più qualificati; da qui nasce il nostro dovere di sostenere il  conseguimento di competenze, a lungo termine, sempre più elevate attraverso un efficiente e rinnovato sistema di formazione che garantisca non solo l'esistenza di una determinata offerta formativa, ma anche la qualità  di un percorso che selezioni chi veramente merita di conseguire la laurea.

Crediamo che questi siano gli ingredienti giusti, senza i quali non è possibile garantire lo sviluppo di un modello socio economico che si basi sulla conoscenza e sull'innovazione, e l'università  deve essere il motore di questo sviluppo.
E' in gioco il nostro futuro ed è per questo che dobbiamo vivere da protagonisti questa sfida, scegliendo da che parte stare, ma sempre aperti e disposti a confrontarci con ogni idea, senza discriminazioni, consapevoli di dover apprezzare il giusto ovunque si trovi.

Detto questo, a noi non rimane altro che rispedire al mittente tutte le accuse ricordando loro che certi metodi dimostrano come determinate logiche di partito si addicano più a loro che a noi.


Università  Europea - Azione Universitaria

Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Marzo 2010 15:04
 
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