100 anni di Futurismo, 1 anno di oblio Stampa
Scritto da Administrator   
Venerdì 19 Giugno 2009 06:39

Chissà  100 anni fa quanti, fra intellettuali o semplici cittadini, nel febbraio del 1909, leggendo quanto scritto sul manifesto futurista, avranno pensato a quale grado di follia fosse arrivato il suo firmatario, un tale Filippo Tommaso Marinetti. Ed effettivamente non è del tutto errata una tale conclusione, se pensiamo che, come lo stesso Marinetti sostenne, l'ideologia futurista nacque dai postumi di un incidente stradale che egli fece con la sua automobile, finendo in un fossato nei dintorni di Milano.

Un episodio che restituisce un Marinetti deciso a promuovere un ambizioso e rivoluzionario programma che mira ad una completa distruzione di quelli che fino a quel momento erano stati i canoni culturali sui quali l'intera produzione artistica nazionale si era basata. E' culturale infatti la rivoluzione futurista, e più di qualsiasi altra avanguardia (fu la prima grande avanguardia in Europa), oltre al settore artistico, intende abbracciare anche tutti i settori che influiscono inevitabilmente sul quotidiano di ciascun individuo, uno fra tanti ad esempio, la gastronomia.
Ma quali sono le idee sulle quali si fonda l'ideologia futurista? I futuristi miravano a liberare la società  italiana dal movimento culturale, storico e artistico del passato e a glorificare l'avvento della modernità . I futuristi furono affascinati dai macchinari industriali e dai trasporti, ragion per cui l'elemento base della loro poetica era la velocità , unito al porsi in contraddizione a volte anche aggressiva con qualsiasi elemento appartenente al passato di natura vincolante nei confronti di qualsiasi attività  creativa, dall'architettura alla pittura, dalla scultura alla poesia. Ovunque quest'anno si tengono mostre su questo movimento, che seppur di breve durata, ha lasciato un'eredità  artistica al nostro paese di notevole valore, per molto tempo tuttavia offuscata  dalla solita immancabile strumentalizzazione oscurantista di tipo politico che voleva il futurismo un movimento artistico ispiratore dell'ideologia fascista.
Tuttavia, nonostante in Italia si susseguono continue manifestazioni celebrative sul centennale futurista, è imbarazzante prendere atto del fatto che nel nostro Ateneo non ci sia stata alcuna manifestazione, che potesse essere anche un semplicissimo seminario, su questa ricorrenza; cosa che gran parte degli atenei, in particolare quelli riguardanti le discipline dell'arte e dell'architettura, hanno effettuato. Nel nostro ateneo abbiamo 2 dipartimenti di architettura, di cui uno (il dardus) che nello specifico si occupa, come lascia intendere la sigla stessa,di architettura, di storia e di urbanistica; tre settori i cui docenti dovrebbero conoscere benissimo quanto possa essere stato importante il futurismo architettonico nell'evoluzione delle loro discipline; nell'architettura in particolare tutti sanno quanto siano stati importanti per la produzione successiva i precetti promossi da Antonio Sant'Elia nel manifesto dell'architettura futurista, eppure€¦ silenzio.
Paradossale sembra poi il fatto che il dardus e parte del suo corpo docenti, che tante energie ha profuso per l'ambizioso progetto de "i mercoledì dell'architettura" (che più che una buona alternativa formativa per gli studenti di edile-architettura assume sempre più i contorni di un delizioso smoking fatto su misura per il dipartimento), non abbia avuto l'accortezza e la responsabilità  didattica di organizzare anche un piccolo seminario sull'argomento, per il quale basterebbero pochissime risorse, unite alla nostra sicura collaborazione, dato che da tempo ormai ci facciamo promotori di questa ricorrenza; non nelle forme distorte, invasive e politicizzate di cui ultimamente le frange di estrema destra fanno strumento di propaganda, ma semplicemente nella forma che il movimento merita, quella della rivendicazione della memoria artistica. Neanche il gesto provocatorio di attaccare le ormai note locandine futuriste in tutta l'università  è servito a sensibilizzare chi di dovere alla questione. D'altronde, è indicativo riguardo alla linea perseguita da chi per prima dovrebbe farsi promotore di queste iniziative, il fatto che uno studente del 4 anno del corso di edile-architettura, è molto più probabile che conosca Asplund, Alvar Aalto e tutto l'empirismo lirico scandinavo, piuttosto che Antonio Sant'Elia e la violenta spinta innovativa che contraddistingue la sua poetica:
"Le case dureranno meno di noi. Ogni generazione dovrà  fabbricarsi la sua città . Questo costante rinnovamento dell'ambiente architettonico contribuirà  alla vittoria del Futurismo."

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Agosto 2009 14:47
 
Altri Articoli :
» La bellezza nell’Arte
» L’arte della luce
» Pasquale Rotondi: l'eroe dell'arte
» LE CITTA' DI FONDAZIONE: UN APPUNTAMENTO RISPETTATO CON RITARDO
» ARTE, GENIO E FOLLIA: IL GIORNO E LA NOTTE DELL'ARTISTA