Considerazioni Internazionali Stampa
Scritto da Caporedattore   
Martedì 10 Novembre 2015 04:35

Una recente ricerca realizzata per Rainews dell'ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) rivela purtroppo alcuni fatti che dovrebbero preoccupare. Innanzitutto che gli Italiani in generale, hanno una scarsissima attenzione per quello che accade all'estero, ma anche che sono estremamente sensibili agli effetti negativi che un avvenimento estero comporta per loro.
In altre parole, ignorano completamente cosa succede in nord Africa e in Medio Oriente ma sono terrorizzati da possibili attacchi dell'ISIS e dalla recente emergenza profughi.
Per cui si assiste oggi a posizioni assolutamente inconciliabili con la vecchia politica, come moderati che invocano guerre globali contro l'Islam, destra che simpatizza con la Russia di Putin, altri che ritengono giusto l'embargo nei confronti della Russia, attivisti per i diritti umani per gli Ucraini e per i Siriani, odio nei confronti di Orban in Ungheria che cerca di mettere un freno alla pericolosa immigrazione clandestina, benpensanti di sinistra che si sono oggi svegliati liberisti e capitalisti.
Ciliegina sulla torta la mutata considerazione che si ha oggi della Germania (e della Merkel in particolare), prima esempio di rigore, poi fredda con gli immigrati in casa, poi grande accoglitrice di rifugiati (ma solo Siriani) e adesso sprofondata nel fango perchè ci si è accorti che anche i tedeschi non sono stinchi di santo con gli scandali Volkswagen e Audi.
La Francia ultimamente sembra invece scomparsa dalle equazioni internazionali.  

La confusione è tanta ed è generata da cattiva informazione e da schemi che ci sono stati imposti dopo la dissoluzione dell' URSS. Da quel fatidico momento tutto è cambiato, si parlava di egemonia dell'Europa, nuovi mercati emergenti a est e in sud America, nuovi equilibri energetici che avrebbero potuto però privare gli USA della loro superiorità.
E a questo punto comincia una serie di eventi che destabilizzeranno (soprattutto) proprio quelle aree che sarebbero dovute emergere.
L'Iraq con Saddam Hussein, prima era una zona relativamente tranquilla e oggi dopo due guerre, ancora totalmente instabile, prova certa che se rimuovi un dittatore poi anche se concedi elezioni democratiche, non è detto che vinca il regime che piace a te. Il "protettorato" americano si è concluso solo da poco, dopo aver attinto dalle risorse petrolifere e dopo essere costato una marea di vite umane. Dalle ceneri di Al-Quaeda di è sviluppata oggi ISIS che mira al califfato mondiale e che opera nelle identiche aree di prima, con l'aggiunta di elementi ceceni, arabi e anche stranieri.
Stessa cosa è successa in Egitto, dove tutti i tentativi per sostituire Mubarak con un personaggio regolarmente eletto (e allineato) sono falliti miseramente e hanno dato origine ai Fratelli Musulmani e al triste governo Morsi, durato poco e soppiantato da un colpo di stato militare più favorevole agli USA.
In Libia la storia non è stata molto diversa e dopo il governo di Tobruch ci ritroviamo con una politica aggressiva e la scomparsa di tutti partiti moderati.
Poi è iniziata la campagna mediatica contro Assad in Siria, inviso a Israele considerato alleato dell'Iran, arcinemico del'occidente dal 1980. Solo Putin si è ricreduto e recentemente ha deciso di intervenire personalmente in Siria per contrastare l'avanzata di ISIS e dei ribelli.
Inutile poi elencare gli innumerevoli altri tentativi di destabilizzazione attuati in giro per il mondo, come l'Onda Verde in Iran, i tumulti di piazza in Turchia, l'esaltazione delle masse anti-russe in Ucraina e i fondi elargiti agli stati Ex-Urss appena entrati in Europa con il solo scopo di creare un impenetrabile cuscinetto ad una eventuale intesa euroasiatica.
L’unico avversario che gli Usa non sono riusciti ad abbattere e che è sopravvissuto anche a decenni di sanzioni economiche imposte dagli americani e dai suoi alleati (o sudditi), è l’Iran. L’Iran oggi coordina di fatto tutte le truppe che resistono all’Isis: i Curdi, le truppe regolari e irregolari irachene e le milizie sciite libanesi, che respingono i tentativi del Califfato e di Al Qaeda di arrivare al Mediterraneo. Ovviamente anche in Siria – fino all’arrivo recente degli aiuti russi – tutto poggiava sulle spalle delle milizie sciite e cristiane armate dall’Iran e su ciò che resta dell’esercito regolare, rifornito da Teheran.
Ed è per questo che hanno recentemente spezzato l'embargo, probabilmente hanno modificato la loro strategia e stanno tramando qualcosa.
Ovviamente anche l'ondata di profughi che ci sta investendo è figlia di qualche strategia occulta.

L'unica cosa che è certa è che l'Italia da troppo tempo non ha alcun peso internazionale in politica Estera, e quando crede di averlo, fa la cosa sbagliata. Avremmo potuto rallentare l'immigrazione imponendo dure regole all'ingresso ma non l'abbiamo mai fatto. Abbiamo partecipato alla demolizione dei regimi nordafricani perdendo notevoli fette di mercato e annullando tutti i permessi estrattivi (ENI) che avevamo nella regione, per regalarli a Inglesi e Francesi. Non siamo riusciti a riportare i nostri Marò a casa anche se oggi è evidente che siamo stati presi per i fondelli per tutto il tempo.
Insomma, è tempo per gli Italiani di darsi una svegliata e non credere a tutto quello che leggono su internet o vedono in tv; occorre creare una coscienza critica che sia in grado di penetrare più a fondo nei significati degli avvenimenti, senza fermarsi solo alle banalità.
E' tempo per gli Italiani, ma soprattutto è tempo per voi ragazzi che fate parte del mondo universitario, perchè questo è il periodo in cui queste maggiori attenzioni si sviluppano (sempre se non fate parte di quelli che pensano solo al Grande Fratello, a x-factor e a scattare selfie in qualsiasi luogo. Per voi non c'è speranza), se aspettate troppo il vostro cervello si assopirà completamente e a quel punto diventerete solo pedine inutili nel grande gioco che è il mondo.

Italico

 
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