Le "catene" irrisolte delle nostre carceri Stampa
Scritto da Administrator   
Lunedì 17 Novembre 2014 14:02

Nella nostra allegra Italietta si sa, i problemi sono  tanti e di tanto in tanto tocca risolverli, vuoi perche qualcuno ha deciso di farlo per avere del ritorno di immagine, vuoi perche qualche organismo sovranazionale ce lo impone per ottemperare a qualche agreement firmato da qualcuno che non ha letto bene tempo prima.

Questo e proprio quello che è accaduto in passato e inesorabilmente continua ad accadere, anche se i problemi sono fondamentalmente gli stessi.

Le carceri sono troppo piene, i detenuti vivono in condizioni critiche, per cui siamo obbligati a svuotare le carceri. Come farlo? Tramite due collaudati meccanismi: l'indulto o l'amnistia.

Tecnicamente si tratta di due approcci molto diversi (amnistia=reato perdonato, indulto=reato non perdonato ma non stai in galera come dovresti) che hanno però lo stesso impatto psicologico sulla società, ovvero la sensazione che tutto sia comunque permesso e che in generale, chi mal si comporta viene premiato mentre chi si comporta bene viene bastonato con una maggiore presenza di delinquenti in giro.

Eh già, perche non serve girarci intorno, chi delinque ed esce dal carcere, torna a delinquere. Lo dicono le statistiche delle ultime simili operazioni: la maggior parte dei beneficiari dei provvedimenti è rientrata in carcere quasi immediatamente e per reati simili.

Le soluzioni al problema (che ripeto, non è affatto nuovo ma si ripresenta periodicamente) potrebbero essere molteplici, prima fra tutte la costruzione di nuove carceri più moderne e meglio automatizzate, con personale ridotto e sistemi di sicurezza all'avanguardia, e già sarebbe meglio di aprire le porte. Ma il punto non è questo, il problema è che l'affollamento delle carceri è solo l'ultimo anello di una catena molto lunga, che va risolta non sull'ultimo anello ma sui primi, che sono la vera causa dei problemi.

In Italia esiste un numero di reati codificato spaventoso ma spesso la pena non è affatto proporzionata al reato commesso, a volte per reati effettivamente ridicoli si rischia il carcere, mentre per reati odiosi oppure per reati che mettono realmente in pericolo il prossimo, le punizioni sono lievi e spesso si risolvono con pene amministrative o con arresti domiciliari. Questa è la prima vera soluzione al problema, comminare delle pene adeguate dall'inizio e non decidere a posteriori i reati gravi o meno gravi nel momento in cui viene fuori il provvedimento di amnistia/indulto. In questo modo le carceri si svuoterebbero progressivamente di un enorme numero di detenuti, spostati automaticamente ai servizi sociali o agli arresti domiciliari.

Non entro in merito ai reati specifici perche inutile.

Un ulteriore passo si potrebbe fare rimandando a casa tutti quei clandestini che affollano le nostre carceri e che costano all'Italia anche parecchi soldi. Lo dico perche poco mi interessa del buonismo dilagante dopo i fatti di Lampedusa...i clandestini devono tornare a casa, come accade in qualsiasi Paese civilizzato del mondo (vedete cosa accade in USA, in Canada, in Australia e in tutti i paesi ex URSS e vi renderete conto di quanto è difficile entrare se non perfettamente in regola...e anche in Gran Bretagna e Germania si stanno attrezzando a limitare gli ingressi). Se poi aggiungiamo che le carceri sono piene di clandestini che commettono reati, quadriamo il cerchio.

Un altro anello della catena è rappresentato dalle lungaggini giudiziarie che spesso fanno restare gente innocente (o colpevole ma meritevole di arresti domiciliari) in carcere per lungo tempo, in attesa del giudizio finale, contribuendo all'affollamento. Una riforma giudiziaria senza fronzoli e senza lotte ideologiche sarebbe semplice da portare avanti ma è chiaro che manca la volontà di farlo.

Qualcuno potrebbe obiettare che anche gli arresti domiciliari sono solo un carico spostato dalle carceri alle forze dell'ordine che devono vigilare. Siamo pero nel 2014, esistono i braccialetti elettronici, i GPS e tutta una serie di dispositivi già utilizzati nel resto del mondo...usiamoli.

Solo a questo punto, dopo un rodaggio biennale si potrebbe effettivamente valutare l'apertura di nuove carceri, se realmente necessarie ma con questi provvedimenti il trend dovrebbe invertirsi sensibilmente e le carceri dovrebbero tornare a livelli di guardia in men che non si dica.

Quindi le lamentele del presidentino che ci ritroviamo oppure  le farneticazioni dei radicali e anche di qualche politucolo che purtroppo appesta le sedi istituzionali da troppo tempo, fanno veramente ridere.

Per la nostra sicurezza diciamo MAI PIU' all'indulto. L'Italia ha bisogno di pene certe e di provvedimenti strutturali, non del periodico circo male assortito!

 

Italico

Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Dicembre 2014 03:38