Contamination Lab: contaminazione e innovazione Stampa
Scritto da Caporedattore   
Martedì 04 Luglio 2017 05:53

Il Contamination Lab Italia è un progetto a livello nazionale finanziato dal Miur(ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca). Tale progetto prevede il coinvolgimento di studenti, dottorandi e docenti appartenenti a discipline afferenti sia alle scienze umane, sia alle scienze naturali e applicate. Gli atenei italiani posso partecipare al progetto partecipando a un bando annuale per l’assegnazione dei fondi.

L’UNIVPM prende parte al progetto dal 2014, consentendo, ogni anno, di partecipare al CLab fino ad un massimo di 50 ragazzi. Per entrare a far parte del Contamination Lab è necessario presentare domanda sul sito clab.univpm.it . Il progetto ha una durata variabile da 6 a 12 mesi, nel corso dei quali sono previsti una serie di attività e incontri durante i quali vengono promossi il lavoro in team, le attitudini imprenditoriali, l’innovazione e la contaminazione, punto focale del progetto.

 


Fino ad ora ho fatto una presentazione del CLab, senza accennare a cosa mi spianga a parlarne: mi chiamo Chiara, studio ingegneria meccanica, e quest’anno ho partecipato al Contamination Lab.
Inizialmente mi ci sono approcciata perché ne avevo sentito parlare da alcuni amici; quindi, più per curiosità che per reale consapevolezza, ho deciso di prenderne parte.
Come si partecipa?
Il primo passo è fare domanda online, nella quale vengono inseriti i dati di carriera e una lettera motivazionale, nella quale si spiegano le motivazioni che portano a voler prendere parte al progetto. Successivamente i candidati sono chiamati a sostenere un colloquio di selezione. Il colloquio è la parte più importante, perché ciò che conta di più ai fini della selezione sono la motivazione e l’attitudine a relazionarsi con gli altri; non scoraggiatevi, quindi, se non avete un curriculum eccellente perché il Contamination Lab è una delle prime occasioni che avrete per farvi valere come persone e non come semplici numeri .
Cosa si fa al CLab?
Ancora oggi mi è difficile spiegarlo; fondamentalmente i ragazzi presentano delle “idee”, fra le quali vengono scelte, tramite votazione dei partecipanti, quelle da sviluppare; le idee sono potenziali startup, fra cui le più promettenti saranno poi facilitate dal CLab ad accedere a fondi statali e/o europei e ad entrare in contatto con possibili investitori di venture capital(capitale di rischio). Per lavorare ai progetti ci si divide in gruppi nei quali i partecipanti cooperano, supportati dai referenti del CLab e da esterni che danno indicazioni e suggerimenti per l’articolazione delle attività relative all’idea e lo sviluppo del business plan.
Il percorso del Contamination Lab mi ha portata a confrontarmi con persone che operano in ambiti diversi: economia, scienze biologiche, ingegneria, medicina; quindi, anche con attività e discipline che esulano dal mio piano di studi. Questo mi ha consentito di capire come rimanere SEMPRE all’interno del seminato possa portare le nostre menti a chiudersi, escludendo tutto il resto; e che far parte di un gruppo come quello del CLab possa essere stimolante a livello intellettuale, ma soprattuto a livello umano. Mi sono dunque resa conto quanto sia importante uscire dai confini del piano formativo universitario: ora mi sento cambiata, i miei interessi si sono ampliati. Sembrerà banale, ma è la pura verità: più fai e più hai voglia di fare, più sai e più vuoi imparare.
Non posso dunque fare altro che    consigliarvi di partecipare alle selezioni per l’anno accademico 2017/18!(clab.univpm.it).

 

Chiara Di Stefano

Ultimo aggiornamento Martedì 04 Luglio 2017 06:23
 
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