Rossi c'è, il 46 no Stampa
Scritto da Caporedattore   
Martedì 10 Novembre 2015 04:55

Cari colleghi studenti, come avrete capito parleremo di Valentino Rossi…e invece no! Tratteremo un argomento molto più snervante, riguardante quella sottile linea rossa che unisce il centro di Ancona con le Tavernelle, sfrecciando sull’asse attrezzato: la mitologica linea 46! Lo so siete delusi… delusi come quelle decine di studenti diretti al Polo Monte D’Ago che spesso (quasi ogni giorno durante il periodo dei corsi), fermi alla pensilina, vedono passare il bus davanti ai propri occhi pieno zeppo di gente (manco fossimo a Caracas), ma così pieno che tocca arrampicarsi per entrare, ed a volte l’autista (poraccio...), con la condensa sui vetri, neanche si ferma, e il bus se ne va come una nuvola, scivolando su un mare d’imprecazioni…


Eh già, i più imprecano, perché la maggior parte dei frequentatori del 46 sono studenti, dei quali molti hanno fatto addirittura l’abbonamento (130€), e “tira un po’ il culo”, diciamocelo, essere lasciato a piedi quando  si deve andare a lezione e magari si è anche in ritardo! A quel punto hai due possibilità: o inizi a dire un bel rosario (per redimerti dalle precedenti bestemmie) e t’incammini “su pel monte”, cosicché quando arrivi sei bello che sudaticcio; oppure, per essere sicuro di salire (e vi giuro che qualcuno l’ha fatto), da gran stratega, prendi un altro bus, vai in centro, e con disinvoltura sbaragli la concorrenza.
A parte il sarcasmo, purtroppo il problema della linea 46 resta… Di fronte al sussistere imperterrito del disservizio ed alla disarmante latitanza di chi gestisce il pubblico trasporto, lo scorso anno  come semplici studenti e come associazione, abbiamo fatto presente ai signori della Conerobus spa (più e più volte) l’inefficienza del 46 dovuta all’eccessiva domanda (od alla scarsa offerta dovremmo dire) i quali, per tutta risposta, non hanno saputo far altro che scaricare le loro responsabilità, adducendo la colpa alla solita mancanza di fondi (che non permetterebbe di incrementare il numero di corse), senza affrontare il problema in maniera seria e costruttiva. Non ci crederete, ma nella smorfia napoletana il 46 rappresenta proprio i soldi (‘e denar”)… nomen omen!
Eppure sul sito (www.conerobus.it) ci si vanta di “movimentare” 18,9 milioni di passeggeri attraverso un capillare servizio svolto da ben ottantasei linee con un capitale sociale di € 12.355.705,00. Ma la realtà è ben diversa. La Conerobus è una controllata del Comune di Ancona (da sempre roccaforte del centrosinistra) il quale, per rendere la città veramente universitaria, cercando di andare incontro alle esigenze degli studenti, fa poco o nulla. Lo stesso comune (in sintonia col modus operandi del governo centrale) aveva addirittura pensato di metter in vendita la suddetta società di trasporti per il solo gusto di lucrarvi (paventando addirittura il mancato pagamento degli stipendi), senza porsi seriamente il problema di migliorare una pessima viabilità che non dà scampo nemmeno ai mezzi pubblici.
Credo infatti, che un’amministrazione comunale seria, debba essere interessata sia alla valorizzazione di un’azienda di cui è proprietaria, sia al miglioramento della viabilità, facendo il possibile per incrementare l’uso dei mezzi pubblici. La Conerobus, e quindi il comune, negli anni che si sono succeduti dalla fusione tra servizio urbano ed extraurbano (ATMA e COTRAM), non ha saputo fare nulla per redigere un piano industriale e gestionale del servizio atto a valorizzare il trasporto pubblico locale. Sulla stella stesa linea la giunta regionale Spacca-PD, che da un lato ha previsto per i partecipanti al bando di gara per il trasporto pubblico locale del 30/09/2015 l’obbligo ad intervenire finanziariamente per il rinnovo del parco mezzi, dall’altro ha tagliato i finanziamenti allo stesso settore. Che furbastri quelli del PD!
Eppure la storia del 46 era iniziata bene. Pensata come un collegamento diretto tra centro città ed il quartiere Tavernelle attraverso l’asse attrezzato, by-passando quindi gli ingorghi cittadini delle tradizionali strade; era stata una gran trovata da subito ben frequentata dall’utenza. Dal 2009 poi, il tragitto fu ampliato inglobando anche il percorso della linea 45 (amorevolmente conosciuto come “il pollicino”), navetta di collegamento tra Tavernelle ed il Polo Monte D’Ago, facendo della nuova linea quella di riferimento per gli studenti. Ovviamente questi ultimi non sono pochi, ed in congiuntura con un numero crescente di studenti/lavoratori provenienti dal centro, il flusso di viaggiatori del 46 è cresciuto fino a divenire sempre più insostenibile in certi momenti, col solito mancato intervento di chi di dovere. Come detto gli studenti sono molti, così come i soldi portati nelle casse della Conerobus (tra abbonamenti e biglietti), per cui sarebbe doveroso garantire loro quantomeno di poter prendere un semplice bus, cercando una soluzione ad un problema che (come anche un bambino delle elementari potrebbe prevedere), riesploderà all’avvio dei corsi universitari.
A tal proposito, come associazione, avevamo proposto a suo tempo, tra l’altro, di “resuscitare” la linea 45 almeno durante il periodo dei corsi (quando il flusso di utenti è maggiore), alternando le corse tra le due linee, magari dilatando il tempo tra una partenza e l’altra del 46 (dagli attuali 15 a 20 minuti ad esempio, per risparmiare delle corse), ottenendo così un collegamento con una cadenza di 10 minuti. Ovviamente la proposta non è stata neanche presa in considerazione e sebbene i problemi andrebbero risolti da chi è pagato per gestire, noi non temiamo di esporre il nostro pensiero ed andremo avanti finché il problema non verrà risolto. Certo, non avremo trovato la soluzione ne’ ci saremo elevati al grado di megalomani risolutori con la bacchetta magica (come altri fanno sempre più spesso), ma crediamo nella forze delle idee, così come crediamo che l’amministrazione della cosa pubblica dovrebbe essere più partecipata, ascoltando le esigenze dei cittadini (che magari vorrebbero dire la loro su tematiche che li riguardano) e non pensando soltanto alle logiche economiche o a quali tagli ai servizi fare. Impegnandoci a tenere viva l’attenzione sulla questione, quest’articolo, come un sassolino lanciato in uno stagno che genera increspature, senza nascondere la mano, vuol dare il LA a tutte quelle idee che riterremo opportuno portare avanti, appellandoci all’iniziativa di tutti gli studenti ed ascoltando la loro voce, le loro proteste e le loro proposte, come abbiamo sempre fatto. Ce la faranno, dunque, i nostri eroi? Lo scoprirete nelle prossime puntate…

Luigi La Sala

 
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