Ersu, com'è facile rimanere esclusi Stampa
Scritto da Caporedattore   
Martedì 10 Novembre 2015 05:26

Anche quest'anno, come al solito, per molti studenti inizia il calvario per ottenere una borsa di studio.
Tralasciando le novità e le assurdità introdotte quest'anno (tipo il database Coherence che pare una trovata da Sicurezza Nazionale e forse ce ne occuperemo altrove), volevamo puntare l'attenzione su un paio di cose che proprio non vanno giù, soprattutto in questo periodo di difficoltà economiche.
Innanzitutto l'annoso problema delle borse di studio erogate a cittadini stranieri e a seguire le modalità di presentazione dei dati e i controlli che poi sarebbe doveroso fare per certificare la liceità delle borse di studio erogate.


Il primo problema non è da prendere sottogamba perché, se analizziamo i dati delle borse di studio erogate dall'ERSU l'anno scorso (dati prelevati dalle liste pubblicate sul sito ufficiale e processati da noi manualmente con un margine di errore molto piccolo), ci accorgiamo che per le matricole la percentuale di borse erogate a cittadini stranieri è intorno al 16%, invece per il totale degli anni successivi scende al 12%.
Innanzitutto, in linea di principio, nessuno è contrario all'attribuzione di una percentuale di borse di studio a cittadini stranieri. E' semplicemente inverosimile però che a fronte di difficoltà economiche sempre crescenti anche per l'ERSU stesso, le percentuali restino così alte, emarginando in questo modo una marea di studenti meritevoli (Italiani e pagatori delle tasse usate per le borse di studio), esclusi dalle liste perchè scavalcati da cittadini stranieri.
Probabilmente sarebbe meglio fissare un tetto alle borse straniere, la cui percentuale o il cui numero fosse deciso a priori, in questo modo le liste correrebbero parallelamente evitando grosse differenze di anno in anno.
Il problema fondamentale a monte resta la modalità di acquisizione e di controllo dei dati forniti, che seguono strategie diverse se lo studente è italiano o straniero.
Innanzitutto l'acquisizione dei dati:
nel caso dello studente italiano, le modalità sono piuttosto standardizzate, ed ora è pressochè impossibile barare con ISEE e ISEU. negli ultimi anni la mole di dichiarazioni è arrivata ad un punto tale che l'Ersu sa probabilmente anche in quale pizzeria mangiate di solito e dove avete prelevato l'ultima volta i soldi al Bancomat.
Per gli studenti stranieri invece la cosa è molto più semplificata (basta leggere il bando per accorgersi subito delle disparità, per carità, dovute anche a difficoltà oggettive per lo studente stesso). Nel caso standard occorre presentare ad un CAF una serie di documenti in originale (composizione nucleo familiare, attività svolta dai componenti, patrimonio immobiliare e mobiliare ed eventuali ulteriori borse) emessi dalle autorità straniere e tradotti in lingua italiana e convalidati dalle rappresentanze diplomatiche italiane. Nei casi più comuni invece, per gli studenti provenienti dai paesi particolarmente poveri, basta una attestazione di una rappresentanza italiana sul territorio che certifichi che lo studente non appartenga ad un alto ceto sociale. Per questi studenti il reddito è fissato ad 1 (UNO) euro. Per i rifugiati politici e gli apolidi inoltre valgono solo i redditi posseduti in Italia.
Inutile dire che è molto facile essere scavalcati da studenti che rientrino in queste categorie, soprattutto se nei paesi di provenienza esistono corruzione diffusa o situazioni effettive di povertà.
Ultimo problema è la eventuale verifica finale, che esiste sicuramente per gli studenti italiani (e per le loro famiglie che spesso ricevono telefonate o visite della Guardia di Finanza che invitano a presentarsi negli uffici e si preoccupano magari inutilmente) ma è spesso impossibile da completare per gli studenti stranieri. Le verifiche nell'ultimo caso sono difficili, affidate a autorità differenti da quelle italiane, spesso inconclusive. Voi studenti che leggete, quante volte in passato avete visto studenti stranieri con borsa di studio che circolavano tranquillamente per Ancona con la macchina (spesso molto più lussuosa della vostra) oppure che passavano tutto il  tempo tra aperitivi costosi e serate in discoteca che voi non potevate permettervi?
Date tutte queste variabili impazzite, è veramente difficile stabilire se si rientrerà nei benefici oppure no. Da parte nostra riteniamo che tutto sarebbe molto più semplice se si fissassero delle quote alle borse di studio per stranieri, e questa è solo una considerazione oggettiva che nulla ha di discriminatorio.

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 10 Novembre 2015 05:53
 
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