Accessibilità, questa sconosciuta Stampa
Scritto da Caporedattore   
Domenica 08 Maggio 2016 18:40

Se una Università va valutata in base ai parametri ministeriali, che sono parametri fortemente statistici e  spesso non ancorati alla realtà, è anche vero che la qualità passa anche attraverso valutazioni prettamente "meccaniche" e di collocazione.
Parliamo degli accessi alla nostra Università, e parliamo di accessi fisici,

ovvero i bus che portano gli studenti fisicamente nel luogo di studio (argomento di un altro articolo), strade di accesso alle Facoltà ed ai servizi ad essa connessa, come ad esempio la mensa.
Ebbene se valutassimo questi parametri oggi, la nostra UNIVPM si troverebbe sicuramente nelle ultime posizioni. Forse tranne che per il Polo Villarey, che è inserito in un contesto urbano, per gli altri Poli non siamo nelle più rosee condizioni.
Pensamo a Montedago, sede di Ingegneria, Scienze e Agraria, ovvero il polo più popoloso dell'UNIVPM, e pensiamo alle sue strade di accesso. Pensiamo alla strada pedonale che partendo dal terminal di Tavernelle, supera con il ponte metallico la variante e arriva a Via Brecce Bianche....una giungla pericolosa d'estate, una trappola mortale d'inverno con il ghiaccio. E che dire di Via Ranieri (la strada che porta in mensa, di cui ci siamo occupati non poco negli anno scorsi) con i suoi marciapiedi devastati da un lato e i muri pericolanti dall'altro, senza pensare alle sbiadite strisce pedonali all'incrocio.
E Medicina non se la passa meglio: ok per gli accessi fondamentali ma poi quando si deve raggiungere la mensa anche lì comincia il percorso perverso per bypassare le pericolose rotatorie ed evitare di essere investiti.
Forse non è colpa degli organi universitari ma delle manchevolezze della Municipalità in cui ci troviamo ma una cosa è certa, non si può avere un'Università ed abbandonarla così a se stessa.

 

Sandro Policella

Ultimo aggiornamento Domenica 08 Maggio 2016 19:07
 
Altri Articoli :
» Interesting Automotive: La Tecnica della Sovralimentazione
» Rappresentanze: solo perdite di tempo?
» Sciopero docenti: ha veramente senso?
» UnivPM: discarica a cielo aperto?
» Ancona città universitaria