UnivPM: discarica a cielo aperto? Stampa
Scritto da Caporedattore   
Martedì 10 Luglio 2018 05:44

Ero di ritorno dal blocco aule sud con un mio compagno quando, passando per il parcheggio di “Scienze 2” ci imbattemo in uno spettacolo a dir poco degradante, che non mi sarei mai aspettato di vedere in una università, ancor meno nella facoltà di ingegneria del capoluogo di regione. Sacchi di immondizia ammuchiati uno sull’altro, una vera e propria discarica all’aperto. Immediatamente pensai anche ai vari perchè si potesse essere giunti a tale situazione, forse un disservizio da parte di Anconambiente, l’azienda che si occupa dello smaltimento rifiuti, forse le feste di laurea, momento durante il quale aumenta la quantità di rifiuti nei cassonetti. O chissà, entrambi i motivi. Certamente non intendo demonizzare i festeggiamenti, i quali sono più che meritati (oserei quasi dire obbligatori) al completamento del percorso universitario, tuttavia credo sia necessario da parte dell’università imporre delle regole per minimizzare la quantità di rifiuti così da prevenire situazioni degradanti come queste che poi impattano severamente sull’immagine e la reputazione dell’universtià (oltre che sull’ambiente!).

E’ assurdo infatti pensare che una università non sia in grado di gestire efficacemente il surplus di rifiuti che si creano e di pianificare preventivamente lo smaltimento in accordo con le varie aziende che se ne occupano.  Ancora più assurdo è la sola idea che la maggior parte delle persone assista con indifferenza a situazioni del genere, non curandosi dell’immagine della propria università e del proprio Paese. Essendo stato in altre nazioni come Inghilterra e Australia ed avendo lì avuto la possibilità di frequentare scuole e università per periodi abbastanza lunghi, ho potuto notare oltre la qualità della struttura, la impeccabile organizzazione e efficienza di tutti i vari servizi. E intanto sento alcuni di voi gridare in coro: “Eh vabbè ma siamo in Italia”, ma è proprio questa barriera mentale che dobbiamo superare. Guardo con molta ammirazione il sistema scolastico degli altri paesi e penso ai tantissimi aspetti positivi che si potrebbero implementare nel sistema italiano, tuttavia le limitazioni di tipo economico costringe l’università a tagliare su molte cose e a trascurare molti aspetti. Sono tuttavia convinto che un po’ di impegno in più (soprattutto individuale) possa migliorare di molto le cose e soprattutto evitare che situazioni spiacevoli, come quella di cui vi ho raccontato, si ripetano.
Come membro di una associazione studentesca penso inoltre che gli studenti abbiano il dovere quantomeno morale (se vale ancora qualcosa di questi tempi) di segnalarci queste problematiche relative alla struttura universitaria, in modo tale da poter, insieme, porre rimedio e migliorare la qualità e l’aspetto della nostra università.

 

Samnitis

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Luglio 2018 05:58
 
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