Rappresentanze: solo perdite di tempo? Stampa
Scritto da Caporedattore   
Giovedì 02 Agosto 2018 05:57

Nell’A.A. 2017/2018 si sono svolte, all’Università Politecnica delle Marche, le elezioni studentesche per rinnovare le cariche del Consiglio Studentesco, organo universitario volto a dare voce diretta degli studenti al Rettore, al fine di proporre e/o migliorare diverse situazioni.
Quanti degli studenti odierni sanno cos’è una rappresentanza e cosa vuol dire la rappresentanza?
All’Univpm quest’anno si sono candidate ben nove liste che, escluse due, nessuna superava le 20 persone, nonostante ognuna ha la propria ideologia, giusta o sbagliata, mirano tutte ad un univo obiettivo, MIGLIORARE LA VITA SOCIALE E UNIVERSITARIA dello studente.
Ad oggi, purtroppo, si vede un peggioramento sulla scena di rappresentanza; pochi studenti ormai vogliono mettersi in gioco per cercare di migliorare le cose, anche perché l’università ha dei costi, lo studio è molto pesante e lo studente non vuole perdere la sua vita accademica nel cercare di capire e trovare problemi da risolvere. Il principale obiettivo ormai dello studente è la LAUREA.
Pensiero più che giusto, ma essere rappresentante significa anche affacciarsi ad una vita politica, affrontare altre persone, portare avanti le proprie idee; fare il rappresentante è un’attività che dovrebbe essere sponsorizzata dall’università.
Il lavoro del rappresentante purtroppo non è semplice; si può passare dal cercare di aiutare tutti, molte volte mediando con i professori o, più raramente, con altre cariche, al tentare di creare nuove attività culturali invogliando gli studenti a partecipare.
Richiede del tempo? Certo, ma non è tempo perso, anzi, aiuta a crescere, a lottare per le tue idee, a porti con le persone.
Aiuta soprattutto a capire chi sei e chi vuoi essere.
Penso più che mai, che fare il rappresentante, favorisca in positivo anche nella propria carriera professionale, anche perché non tutti si sanno porre e soprattutto non tutti sanno ascoltare.
A volte non bisogna solo guardare i propri obiettivi, ma capire in che modo raggiungerli.

Davide Bevilacqua

 
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